giovedì 23 novembre 2017

Le ferite e l’IN-CONSAPEVOLEZZA della vittima come fattori predisponenti



Finche la vita rimane ad un livello di bassa consapevolezza, si rimane impantanati ad un livello di vita conflittuale e giudicante, in cui prevale appunto la lotta interiore e esteriore affiancata al giudizio. Ego e giudizio viaggiano sempre abbinati. La vittima pensa di non valere nulla e si svaluta da sola. Oppure si cerca un aguzzino che le confermi la sua convinzione di non valere. In altri casi la vittima oscilla tra l’idea di non valere per ipotetici o reali propri difetti, e l’idea che tutta la sua sofferenza dipenda un altro soggetto, il più delle volte il partner, al quale viene scaricata tutta la responsabilità di ogni cosa. In poche parole lotta con se stessa o con un carnefice, poco cambia.
 
Serve salire nella consapevolezza per nutrirsi di cose molto più buone e sane. A quel punto il resto non interessa più. Non ci si mette più a paragone Leonardo con chi fa scarabocchi. Si deve prima imparare ad amarsi, smettere il giudizio verso se stessi, per poi poter amare qualcuno. In questa ottica, non esistono vittime che nascono tali. Esistono persone che per il loro vissuto sono più portate a cadere vittime di relazioni tossiche e a soffrire di dipendenza affettiva. Se da bambino hai conosciuto l’amore malato, purtroppo tendi a ricercarlo nella vita adulta. Se la famiglia è stata disfunzionale il bambino deve spegnere il suo sistema di allerta, per cui crescendo diventa più vulnerabile ai legami tossici. E il narcisista psicopatico approfitta di questo per agganciare la preda e creare il vincolo traumatico.
 
Osservando la cosa più in profondità si capisce però che questo è un problema che dipende essenzialmente dallo stato di coscienza della vittima che è del tutto alterato da ferite precoci e dalla continua manipolazione a cui è sottoposta.  Ad un livello di bassa consapevolezza è impossibile uscire dal problema o non percepirlo come tale. In uno stato di coscienza basso il mondo è pieno di ostacoli insuperabili. Se si pensa di non meritare amore, di essere pieni di difetti, di non poter trovare mai un compagno alla pari, di sicuro ci si pone in una situazione in cui molto probabilmente sarà il partner dominare la relazione. Ma questa non è la realtà, è solo ciò che si percepisce della realtà, così come il narcisista psicopatico è solo una maschera che copre un vuoto. Capire, riconoscere, per poi accettare e cambiare pensieri e comportamenti sbagliati. Lottare non serve, fa parte della stessa visione egoica della vita. Lamentarsi, pretendere, accusare non ha senso una volta osservato e compreso il quadro con occhi diversi. La verità cambia cambiando la prospettiva.

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