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martedì 7 novembre 2017

Ancora non esiste una cura per il disturbo narcisistico



Non ci può essere guarigione se non si ammette di essere malati”.
 
I narcisisti non si curano e non cambiano prima di tutto perché non pensano di essere malati. In questo senso infatti, sono stati studiati e commercializzati molti farmaci per svariate malattie mentali, ma ancora nessun farmaco è stato inventato per il disturbo narcisistico. Esistono cure per la schizofrenia, per la depressione, per gli attacchi di panico, ma nulla per il disturbo narcisistico di personalità. La ragione principale sta nel fatto che nessuno lo comprerebbe, proprio perché non si percepiscono come malati. Passano gran parte della vita senza avere la ben che minima consapevolezza del loro disturbo, anzi ritengono di essere nel giusto, i migliori, quelli unici e particolari, o al massimo arrivano a pensare di non poter fare di meglio. Mentre chi è soggetto ad attacchi di panico soffre, sta male per cui decide di curarsi, chi è affetto da questo tipo di disturbo di personalità si considera perfetto per cui non prende neppure in considerazione l'idea di curarsi.
 
Addirittura c’è il narcisista perverso che oltre a pensare di essere sempre dalla parte della ragione, gode nel fare soffrire gli altri sadicamente. Il sé grandioso a copertura del vuoto interiore proprio non gli permette di prendere coscienza di se stesso e delle sue parti malate. Può solo percepire, col passare del tempo, la frustrazione per i fallimenti, per il non riuscire a raggiungere i risultati desiderati. Ma, ovviamente, sarà sempre e comunque colpa degli altri o della situazione. Rarissimamente un vampiro emotivo arriva a capire quanto il suo comportamento è distruttivo per se stesso e soprattutto per gli altri, e quanto fa soffrire le persone attorno a lui. Le possibilità che cambi sono davvero minime. Solo chi si mette in discussione, per quanto sia perso e sbagliato, ha qualche possibilità di trovare una strada e cambiare in meglio. Il narcisista patologico è tanto più incurabile quanto più si crede perfetto, senza macchia, pensa di agire sempre per motivazioni valide, ritiene di comportarsi bene nonostante i conflitti, i fallimenti e il dolore che genera.
 
Tra l’altro è impossibile curare un personaggio. Un personaggio lo si può solo modificare o sostituire, ma non si può agire in profondità perché oltre alla maschera non c’è nulla. Il narcisista è solo un personaggio che ha tante versioni di se stesso. Di volta in volta sceglie la migliore per ogni occasione. Non a caso le persone danno di lui descrizioni completamente diverse. Si muovono nel mondo spinti dal puro calcolo, da una logica prettamente utilitaristica, da una estrema razionalità che non prevede empatia e  sentimenti. Mancano totalmente di quella che potremmo definire anima, non sentono nulla emotivamente come un robot, e un robot non può essere curato.

giovedì 31 agosto 2017

L’OBBLIGO DI PIACERE del narcisista psicopatico



Non hanno sentimenti profondi, possono solo simularli, per cui per sentirsi vivi devono avere altri tipi di riscontri. In particolare vivono del desiderio degli altri, hanno l’obbligo di piacere per ottenere gratificazioni narcisistiche che li nutrano. Devono misurare continuamente il loro valore attraverso i “like”, le approvazioni e i riconoscimenti degli altri. E questa è anche una forma di potere e controllo, perché più piaci e più influenzi. In primo luogo quindi c’è il bisogno di piacere e piacersi, in un costante vivere in funzione dello sguardo altrui. Per questo difficilmente sono soli, hanno bisogno di persone attorno in cui rispecchiarsi e ottenere rassicurazioni e riscontri costanti. Spesso sono in coppia malgrado il loro atavico bisogno di libertà e l’incapacità di pensare in due.
 
La necessità di piacere per loro è una droga, ma anche una fonte necessaria di sostentamento. Cercano per questo sempre un ruolo importante, devono parlare, discutere, sfidare, stupire, sedurre. Devono piacere, dare piacere per sentirsi desiderati, speciali, unici, fondamentali. Hanno un bisogno costante di qualcuno che li gratifichi o su cui possano esercitare potere, per alimentare il loro sé grandioso. Essere importanti, equivale ad esercitare controllo su più persone e situazioni, principalmente attraverso sesso, seduzione, manipolazione, denaro. Sentirsi coinvolti in situazioni intense, in cui sono al centro della scena, e tengono le redini, questo serve a loro per non avvertire il vuoto e andare avanti.
 
Il narcisista psicopatico è talmente impegnato nella spasmodica ricerca dell’approvazione altrui da non sapere che cosa gli piace, quali sono i suoi desideri indipendentemente dal giudizio e dalle aspettative degli altri. Immaginate quanto sia sfiancante cercare costantemente di dimostrare di valere, in una estenuante gara fine a se stessa, e quanto sia angosciante e intollerabile l’umiliazione che qualcuno scopra che si è soltanto un bluff, che in realtà non si vale niente, che si è vuoti. Ecco che la rabbia e il disprezzo che caratterizzano il narcisista diventano armi di difesa, tengono l’altro a distanza e le proprie vulnerabilità nascoste e al sicuro. Ma a che prezzo! Una vita priva di relazioni affettive intime autentiche, dove non c’è spazio per le proprie passioni e i propri desideri, dove quello che conta è solamente competere per dimostrare il proprio valore perché fallimento significa sottomissione, umiliazione, gogna.

martedì 22 agosto 2017

Due FERITE NARCISTICHE possono formare una coppia


Dopo un viaggio, tre amiche si abbracciano commosse: le loro anime convibrano insieme. Il loro cuore si è aperto al senso di unità. I loro visi esprimono gioia, l’estasi che deriva dall’aver condiviso una bella esperienza insieme. Il fidanzato di una di queste, non comprende che cosa accade, e viene ferito dal loro comportamento. Alla sera, rivolgendosi alla sua compagna, le dice: “Ho visto la gioia che provavi con loro. Non sarai mai in grado di provarla con me. Tu hai un problema con il tuo femminile”.
 
Queste parole feriscono la donna: non si sente compresa, vista, riconosciuta. Non ha dubbi sul fatto che il suo fidanzato abbia interpretato in modo scorretto ciò che è successo. Sa di aver ragione, e sa che lui ha distorto la realtà. Ma pur sapendo di aver ragione, non riesce a rimanere tranquilla, serena, in pace. Ha bisogno di convincere subito il compagno che ha sbagliato, che ha mal interpretato. Non si dà il tempo di ascoltare e comprendere i reali bisogni e sentimenti che hanno generato la sua spiacevole uscita. Semplicemente la giudica ingiusta e offensiva. Ha bisogno di sentirsi dare ragione. Cerca così di spiegare il vero significato dell’accaduto, ma lo fa in preda al risentimento e alla fretta di voler convincere. Sotto il pressing della sua richiesta, l’altro diffida e si chiude ancora di più. Allora lei ne trae la prova che tra loro c’è grande distanza e impossibilità di comunicare. Entra in uno stato di profonda sofferenza, che dura alcuni giorni, e ne attribuisce la causa al compagno.
 
Per uscire dalla sofferenza, la donna ha bisogno di aiuto. Ha bisogno di comprendere che la sua reazione è simmetrica a quella del partner, che appartiene allo stesso tipo di danza. Lui non ha visto e riconosciuto i reali bisogni e sentimenti di lei, e senza comprendere ha etichettato e giudicato. Lei ha reagito nell’identico modo. Entrambi convinti di aver ragione, sono rimasti attaccati alle loro posizioni, e alla sofferenza che ne deriva. Due parti narcisistiche si sono scontrate e ferite perché mosse dallo stesso bisogno infantile: avere ragione. Nessuno dei due è disponibile a porsi davvero dal punto di vista dell’altro, perché troppo forte è il loro riferimento interno, la loro chiusura emotiva. Ammettere i propri errori significherebbe riaprire la vecchia ferita, rientrare nell’antico dolore di essere esposti all’umiliazione, al disconoscimento dei propri sentimenti e della propria identità.
 
Per il narcisista psicopatico l'altro non esiste, è solo un oggetto da sfruttare, usare e gettare. Non esiste mai vera relazione, confronto, dialogo, anche una discussione costruttiva. Alla base c'è che lui alla sofferenza emotiva ha detto: mai più. Da allora ha chiuso il cuore, ha cercato il potere e ha combattuto per farsi valere e ottenere ragione. Aprirsi alle ragioni dell’altro e alle ragioni del cuore, per il narcisista non significa un atto di intelligenza, ma un atto di resa di fronte alla prepotenza e all’ingiustizia. Anche la vittima ha una ferita narcisistica non elaborata, ma rispetto a questa ha reagito in modo diverso. La vittima ha detto non merito amore, per avere una relazione devo essere disponibile e fare tutto ciò che mi chiedono. Ed ecco una relazione malsana come incontro di due ferite narcisistiche.

mercoledì 16 agosto 2017

DUE MODI DI STARE AL MONDO narcisistico e umano


Al tramonto, su una spiaggia isolata, arriva un gruppo di persone. Accendono un fuoco, cucinano, ridono, fanno chiasso, mangiano, bevono. A tarda notte, si allontanano lasciando sulla sabbia bottiglie, piatti di carta, avanzi di cibo. All’alba, sulla stessa riva, giunge un altro gruppo di persone: si siedono in silenzio a contemplare la bellezza del luogo. Fanno colazione e prima di andarsene, raccolgono i rifiuti loro e quelli di coloro che li hanno preceduti. Senza battere ciglio. Dopo il loro passaggio, la spiaggia è tornata pulita.
 
Due modi di stare al mondo: inquinare, sporcare, abbruttire; ripulire, riportare ordine e bellezza. Pensare solo a sé; occuparsi del bene comune. Prendere il più possibile, indifferenti agli altri e alla natura; provare piacere nel donare, condividere, prendersi cura. Il primo modo, narcisistico, diffuso in ogni parte del mondo, sta distruggendo il pianeta. Il secondo modo, in armonia con l’ambiente e con l’animo umano, che sta cercando disperatamente di conservarlo in una sorta di armonia del tutto. In gioco non c’è solo la nostra sopravvivenza materiale, ma prima ancora la nostra spiritualità e salute mentale.
 
Il narcisismo collettivo ha creato un campo di sofferenza a livello sociale e individuale. Conflitti, guerre, separazione, rabbia, invidia, insoddisfazione, ansia, depressione, paura ne sono la conseguenza. Più si riduce il contatto tra esseri umani, più diminuiscono le relazioni sane all’interno delle quali vivere e più aumenta la dipendenza da farmaci, droghe, alcolici, televisione, oggetti. Ci si sente separati e in conflitto e si cercano soluzioni nell’anestetizzarci e isolarci sempre più. Anche quando siamo in compagnia, in realtà siamo isolati dentro, perché abbiamo spesso perso la naturale capacità di amare. Senza accorgercene, ci autoescludiamo attraverso il moltiplicarsi dei nostri impegni e delle cose pratiche da fare. Le nostre conversazioni, sono piene di lamentele, con cui cerchiamo di sfogare il nostro dolore, o sono superficiali, banali vuote, senza nessuna profondità emotiva. In ogni caso abbiamo bisogno di un sottofondo, che chiamiamo musica, televisione, vita mondana, per riempire il vuoto che sentiamo dentro.
 
C’è però un luogo della nostra vita in cui non possiamo più mentire, un luogo dove arriviamo a cogliere la verità: è quando ci ammaliamo gravemente o ci avviciniamo alla morte. Ed è in quei momenti in cui comprendiamo davvero ciò di cui abbiamo bisogno. Potremmo arrivare alla stessa comprensione in un altro momento della nostra vita, anche quando siamo più giovani e in piena forma. Questo momento dovrebbe essere quello in cui ci innamoriamo, cioè quando apriamo davvero il nostro cuore. Ci possiamo innamorare di una donna o di un uomo, ma anche di una poesia, di una musica, di una montagna, di un animale. Possiamo innamorarci di un amico, di un maestro, di una filosofia.
 
Ma occorre saper distinguere. C’è un falso innamoramento, narcisistico, che non ci fa uscire da noi stessi: concentrati solo sull’oggetto del nostro amore, ci rende gelosi e possessivi, ancora di più chiusi verso gli altri e il mondo. E c’è un vero innamoramento, che collegandoci all’anima altrui ci fa riscoprire la nostra. Cambia tutto ciò che credevamo di essere fino a quel momento, ci fa scoprire davvero chi siamo in profondità. A volte serve passare per rapporti malsani e tossici per arrivare al vero amore.

venerdì 7 luglio 2017

ERRORI GRAVI della vittima di un narcisista psicopatico



Chissà quante sono le persone che si spacciano come vittime di narcisisti psicopatici e con tutta evidenza non lo sono. La straordinaria capacità di spacciarsi come vittime delle loro vittime è la principale strategia del narcisista psicopatico.
 
Quando si conoscono nuove persone si è spesso nella impossibilità assoluta di poter confermare e smentire la loro versioni dei fatti. L’unica cosa che si può fare è osservare e stare attenti. Basarsi sulle azioni concrete piuttosto che sulle parole. Ciò richiede tanta pazienza e non rappresenta un atteggiamento stupido, passivo o pessimista come qualcuno sostiene. La raccomandazione è sempre la stessa: i lupi travestiti da pecore sono tra noi, nella nostra società e nella nostra vita, a tutti i livelli, anche nel nostro letto.
 
È vero però che non si deve essere ingenui, ma neppure ci si può isolarsi e smettere di vivere. Anzi è importante provare a stare bene. Cercare il vero amore in modo sano e determinato, perché esiste. Magari non corrisponde al sogno stereotipato del principe azzurro e della principessa, ma esiste. Ciò che vuole il lato oscuro è sempre far leva sulla disattenzione, ingenuità, bontà per depredare, distruggere, dividere. Gelosia e invidia sono alla base di tutto ciò.
 
Presupponendo che la vittima sia davvero una vittima, spesso si tratta di bravissime persone, dotate di enormi qualità che compiono un errore madornale. Cercano l’amore dove non c’è. Chiedono di essere amate da persone che non possono e non vogliono farlo. Spesso ripetono vecchi schemi malsani del passato o riaprono vecchie ferite emotive mai elaborate.
 
Le vittime disiderano bei rapporti d'amore ed anche giusto, ma non capiscono o non accettano che per arrivare a questo il loro comportamento deve variare molto in base alla situazione. Il loro atteggiamento deve per forza cambiare in base a chi hanno di fronte ed al contesto. Ad esempio giusto provare a dare e ricevere amore, ma è enormemente più rischioso e difficile se ci si trova in trincea durante una guerra. In una situazione del genere  è forse inutile e dannoso farlo. Prima meglio salvare la pelle. Sbagliano la ricerca della soluzione per soddisfare un enorme bisogno di amore e condivisione. Leggono male la situazione e si comportano sempre allo stesso modo, anche quando è del tutto evidente che questo è profondamente sbagliato.
 
Mai a nessuno verrebbe in mente di chiedere delle coccole ad un coccodrillo. La reazione automatica è scappare, mettersi in salvo e difendersi anche se in quel momento sembra l’animale più docile sulla faccia della terra. Del tutto naturale invece è dormire accovacciati sul divano con un Labrador e non spaventarsi se abbaia. Magari può capitare che abbia un atteggiamento aggressivo ma è stato selezionato in natura per non mordere per cui il rischio è minimo.
 
La vittima di un narcisista psicopatico si comporta in modo del tutto irrazionale, infantile e ingenuo. Dimostra una disastrosa lettura delle situazioni. Ma la cosa più incredibile è che nei fatti fa di tutto per non soddisfare il suo enorme bisogno di amore e non valorizza le sue grandi qualità umane. Non esistono formule magiche né regole universali, ma alcuni punti di riferimento rispetto alla reciprocità di un rapporto sono evidenti. Cuore e intelletto vanno fusi tra loro per trovare il proprio equilibrio e le proprie risposte. Ognuno ha le sue. Altrimenti si soffre tantissimo, si sprecano una quantità enorme di energie, si rischia di finire a pezzi nelle mani di vampiri emotivi che sfruttano e distruggono queste enormi qualità umane.

mercoledì 7 giugno 2017

Dipendenza Affettiva & Narcisismo


 
All’interno di relazioni affettive in tantissimi casi la problematica del narcisismo si collega a quella della dipendenza affettiva. Persone abusanti cercano dipendenti e viceversa. Gli psicologi affermano che alcuni soggetti sviluppano una dipendenza nei riguardi di relazioni difficili e diventano quindi facili prede per narcisisti psicopatici.
La dipendenza affettiva è tipica di persone cresciute in ambienti carenti di affetto che si sono poi specializzate nel continuare a chiederlo a individui difficili. Invece di rendersi conto che devono fuggire da certi vampiri emotivi incapaci di dare amore, continuano a pretenderlo da loro. Come continuare a chiedere affetto ad un coccodrillo che nel frattempo di riduce a brandelli.
Il dipendente ha una spiccata tendenza ad aprirsi agli altri, a vedere il lato buono delle cose e non la manipolazione e i giochi di potere, pertanto ha una pericolosissima incapacità nel individuare il male attorno a lui e starne alla larga. In fondo ha una personalità con tendenza depressiva, carenza di affetto, ipersensibilità al rifiuto.
Un dipendente reagisce in modo assurdo quando viene maltrattato: invece di scappare, resta incolpandosi di tutto, come se la relazione non funzionasse solo per demeriti suoi. Sono donne e uomini con un bisogno affettivo estremo. Vittime ideali di narcisisti psicopatici.
Ma voglio essere chiaro. Il dipendente è legato al partner, ma soprattuto è legato al rapporto. In primo luogo dipende dalla sua idea di amore, per cui si coinvolge in tante relazioni, più o meno stabili, perchè deve avere una relazione a tutti  i costi.

Il dipendente affettivo lo è infatti anche quando è solo perché cercherà disperatamente un partner con cui instaurare un nuovo legame. È quasi incapace di sopportare la solitudine a causa di una certa immaturità emotiva. Due sono gli aspetti centrali: il bisogno eccessivo di una relazione e il terrore della solitidune.

martedì 4 aprile 2017

8) Vittimismo - Ego - Narcisismo


L’esperienza con un narcisista psicopatico è una AVVENTURA questo poco ma è sicuro. Apre gli occhi sulla natura umana, su questa società frantumata e, quel che forse è più importante, sulla personalità della vittima. È un viaggio che fa precipitare nella rabbia, nella depressione e nella solitudine. Porta a galla le ferite più profonde, lasciando con un senso di vuoto persistente che tormenta a ogni respiro. Alla fine tuttavia è una grande occasione. Si corre il rischio di guarire.
 
L’incontro con un sadico manipolatore obbliga ad incontrare il proprio EGO. Inevitabilmente ci si trova di fronte alla propria parte narcisistica, vengono a galla tutte le ferite negate e mai elaborate. Le ferite narcisistiche possono essere più o meno gravi e si possono declinare in modi diversi. Semplificando agli estremi, c’è chi diventa un leone, un animale anestetizzato che vive secondo le leggi della giungla. C’è chi diventa una pecora, un essere in cerca disperata di amore e protezione che dipende dall’approvazione del prossimo. Pochi cercano di raggiungere uno stadio più evoluto, l’essere umano che si realizza per ciò che è.
 
Tutti, nessuno escluso, se si vuol provare ad essere una persona migliore si dovrà affrontare l’inferno del proprio ego. Alcuni proprio non possono. Altri non riescono perché è troppo difficile e doloroso. Pochi, dopo un percorso durissimo, si realizzano come esseri umano in grado di amare ed essere amati, cioè arrivano alla consapevolezza che la felicità personale è strettamente connessa alla gratitudine, compassione, altruismo, bontà d'animo, amore per se stessi che diventa vero amore per gli altri.

Se ci si pensa bene chiedere amore a chi non ne può dare o non ne vuole dare ha la stessa matrice egoica e narcisistica di chi accusiamo di non amore. Ancora di più voler cambiare chi si è palesemente dimostrato un mostro freddo e insensibile. Dare ad altri amore senza amare se stessi è una forma indiretta e socialmente accettata di narcisismo patologico. In realtà chi lo fa è un sadico narcista verso se stesso.

Narcisismo e depressione. Vittima e carnefice. Dipendenza affettiva e incapacità di amare qualcuno. Sono due facce della stessa medaglia. La differenza c’è, ma la complicità nel creare e mantenere relazioni malsane, insani e inossidabili giochi di potere è altissima. Se ci si ferma ad osservare gli psicopatici narcisisti si spreca l’occasione di riconoscere la parte psicopatica e narcisistica che c’è in noi e che ci porta a alimentare certi rapporti di NON AMORE.

Chi riesce a sopravvivere, a superare l’inferno che un rapporto del genere genera, può tornare ad avere la gioia di vivere, imparare tante cose fondamentali. CAMMINERETE PER IL MONDO CON LA SAGGEZZA DEI SUPERSTITI E LO STUPORE GARBATO DEI SOGNATORI”.

Prima si dovrà dimenticare tutto ciò che si credeva di sapere sulle persone in modo superficiale e stereotipato. Per comprendere il narcisismo e la psicopatia è necessario mettere da parte gli istinti emotivi primari. Incontrare il proprio ego, il proprio narcisismo più o meno esplicito, saperlo governare con l’autorevolezza di un buon genitore con un figlio capriccioso. Queste persone sono cattive sapendo di esserlo, manipolano facendo leva sul buon cuore altrui. Ingaggiano una guerra psicologica con persone buone piene di valori, una guerra in cui si è costantemente tesi, arrabbiati, tristi, UNA GUERRA CHE NON HA NULLA A CHE FARE CON L’AMORE.
 
La vittima è sempre una vittima, ma una volta smascherato il mostro che crede di amare deve riuscire a scappare, si deve allontanare da ciò che gli fa male. Se non lo fa è perché deve fare i conti con un demone interno che lo rende schiavo del male alla stessa stregua del narcisista psicopatico di cui si è innamorato.

Sia chiaro, non dico che in tutte le relazioni le colpe siano sempre da ripartirsi a metà tra i partner, ma ci sono casi evidenti in cui uno dei due anche se psicologicamente abusato, manipolato, sottomesso, non fa nulla per andarsene e anzi mette in atto strategie per guadagnare potere e cercare di cambiare una persona che dimostra di non potere e sapere cambiare perché non può amare ed essere amato.

Non è colpa della vittima del comportamento distruttivo dei narcisisti psicopatici, non dipende dal fatto che hanno dei difetti e nulla può bastare per renderli in grado di amare e essere amati. C’è solo un errore (narcisistico) da non fare: continuare a illudersi e a lottare continuando in eterno e vivere rapporti che deludono e fanno soffrire.