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martedì 12 dicembre 2017

Test del letto di morte e persone tossiche da ignorare



Tutti, ma proprio tutti, dobbiamo imparare ad accettare che il male nel mondo esiste. Non vuol dire che tutto è male, e che tutte le persone sono perfide e malvagie, ma che queste esistono così come esistono tante brave persone con cui instaurare belle relazioni e rapporti sani a tutti i livelli. Quindi dopo aver conosciuto se stessi, rafforzato identità e integrità personale, dobbiamo inevitabilmente ignorare alcuni soggetti, o quantomeno tenerli alla larga attraverso salde strategie difensive che trovano il loro caposaldo nella distanza emotiva e fisica. Ecco alcune delle principali categorie di persone da ignorare e evitare il più possibile:
 
1) Chi si lamenta, pretende e accusa continuamente senza mai assumersi le proprie responsabilità e fare di tutto per stare meglio.
 
2) Chi è perennemente arrabbiato e aggressivo, o quantomeno ha una personalità imprevedibile perché la collera e la rabbia possono in ogni momento fare capolino. Chi semina aggressività di sicuro verrà imitato da chi gli è intorno, e genera una onda perversa. Il padre che giudica rabbiosamente il figlio riceverà lo stesso trattamento una volta che crescerà. Se entrando in un bar si usa un atteggiamento brusco e aggressivo per chiedere un caffè questo verrà visto e imitato dall’ambiente circostante.
 
3) Le persone che godono a rimanere costantemente in una situazione di conflitto, quelle che hanno sempre bisogno di un nemico, di un rivale, di qualcuno con cui competere e lottare. O ancor peggio chi gode nel fare soffrire qualcuno.
 
4) Gli allarmisti e gli spaventatori, chi è costantemente in allarme, chi vede tutto nero e prevede sempre il peggio per generare ansia e disarmonia in chi lo ascolta.
 
5) Chi ha sempre in bocca la frase "non è giusto", chi non accetta mai la realtà così com'è e insegue sempre qualcosa che non esiste o è difficile che si avveri. La realtà è come è, va accettata anche se può non essere condivisa, per poi trovare il proprio percorso.
 
Spesso le persone tossiche e i narcisisti psicopatici hanno tutte queste caratteristiche ai massimi livelli, per cui stare accanto a loro diventa una sofferenza senza pari. Ma la prova del nove è il test del letto di morte che funziona così: bisogna immaginare quando saremo sul lettino ad esalare gli ultimi respiri, e pensando alla  persona con cui abbiamo trascorso o stiamo trascorrendo del tempo insieme, valutare se siamo feliciti e soddisfatti oppure ce ne pentiamo amaramente perché avremmo potuto fare altro e frequentare persone molto più interessanti.

sabato 2 dicembre 2017

Disumani e persone normali con tratti narcisistici



Il mondo si divide tra esseri viventi e disumani, hanno le stesse sembianze fisiche ma dentro sono totalmente diversi. I primi sono le persone normali dotate di sentimenti ed empatia, nonché di pregi e difetti. I secondi sono chiamati in vario modo (psicopatici, narcisisti maligni, narcisisti, borderline, soggetti tossici, vampiri emotivi) ma non hanno sentimenti ed empatia, o ne hanno in quantità non sufficiente per essere considerati umani per cui sono simili a predatori della specie umana o a robot. Tra i primi e i secondi cambia radicalmente il modo di ragionare, sentire e vivere. Sia chiaro, anche le persone normali hanno parti animalesche e tratti narcisistici, ma mai in quantità predominante e pervasiva dell’intera personalità. Per capirci, alcuni sono animali al 100%, altri all’80%, altri ancora al 50%, ma la componente animalesca nelle persone normali non può mai superare il 50%.
 
Anche le persone normali però hanno tratti narcisistici perché ogni bambino ha incontrato la sofferenza emotiva, l'umiliazione, il rifiuto, il non rispetto, l’abuso di potere, o direttamente nei suoi confronti o praticato intorno a sé. In più la società genera altri tratti narcisistici in base alle convenzioni e ai valori condivisi. Ciò che varia nelle persone è solo la dimensione e l’intensità del fenomeno. In alcuni le parti malate si cronicizzano e condizionano l’intera personalità, che diventa patologica. In altri le parti malate possono convivere con quelle sane che comunque non vengono totalmente sopraffatte dalle prime. In altre parole alcuni rimangono essere viventi, altri diventano come leoni della savana che vivono per conquistare un regno, che sbranano i cuccioli del branco figli di altri padri, e le gazzelle indifese, e i piccoli bufali non abbastanza forti per opporre resistenza, eppure sono fascinosi, belli, potenti.
 
I tratti narcisistici nelle persone sono sempre esistiti dalla preistoria ad oggi, così come i disumani da sempre popolano la terra mimetizzati nella routine quotidiana o ricoprendo ruoli cruciali all'interno della comunità. Nella società dell’immagine e dei consumi, la danza narcisista si è resa solo più evidente e palesata in modo esponenziale grazie al dilagare dei moderni strumenti di comunicazione. Il male, l’aggressività, la prevaricazione così come la ricerca di potere e controllo a discapito di tutto e tutti sono però sempre esistiti.

Se guardiamo la superficie del narcisismo vediamo l’arroganza e la prepotenza verso gli altri. Se guardiamo in profondità, attraverso gli occhi dell’anima, vediamo che chi lo pratica è prepotente in primo luogo nei confronti di se stesso, nei confronti delle proprie parti tenere e dei propri sentimenti più intimi. Il flusso dei sentimenti profondi è impedito e imprigionato come in un carcere. Nei casi più gravi la persona si separa da se stessa, alienandosi da sé, e perde vita interiore. Chi del narcisista vede solo la superficie, lo giudica sentendosi nel giusto. Ma chi pratica il narcisismo disprezza i sentimenti degli altri perché disprezza i suoi stessi sentimenti, quelli autentici, quei sentimenti che lo portano a ricontattare il dolore e la depressione originaria. Da quei sentimenti si è distaccato, scegliendo la via demoniaca dell’alienazione.

mercoledì 21 giugno 2017

OVER KILLING dei narcisisti psicopatici



La natura è maestra di vita. Un lupo entra in un recinto di pecore e ne uccide dieci per mangiarne una. È lo scatenamento del furore predatorio di fronte ad animali che, impossibilitati a fuggire in spazi aperti, vengono uccisi non tanto per mangiare quanto per il gusto di uccidere. Tale e tanta è la scarica ormonale che hanno nel cervello i predatori che li porta ad un comportamento molto più crudele del necessario. Si chiama over killing o predazione in eccesso.
 
In apparenza la predazione in eccesso potrebbe sembrare priva di significato e costituire, per il predatore, un inutile spreco di energia ed un rischio assolutamente inutile. In realtà è un istinto naturale frutto di un adattamento evolutivo di secoli. La natura spiega molto meglio di ogni altra cosa certi meccanismi animaleschi e istintuali che comunque sono presenti anche nell'uomo. Infatti anche i narcisisti psicopatici, compresi quelli che non deviano, in alcune situazioni attuano un comportamento di over killing. Un eccesso di aggressività e di rabbia scaricata contro la vittima, specie quando è debole, prostrata, inerme. Provocano un'inutile sovrappiù di sofferenza non giustificata dall'obiettivo che vogliono raggiungere.
 
Questi soggetti tossici hanno bisogno di adrenalina e scariche ormonali per sentire vivi che li spinge, in alcuni casi, ad un eccesso di abuso e violenza come fossero in trans. Ciò spiega anche l’incredulità della vittima nel provare a dare una spiegazione rispetto a tanto inutile dolore. La domanda ricorrente è: “perché mi fai questo? Perché mi tratti così?”. La natura lo spiega. Il comportamento dei predatori ne è la dimostrazione lampante. Perché certi soggetti sono più simili a belve che ad umani dotati di sentimenti.
 
Istinti primordiali li portano a fare del male e a godere nel farlo. Ne hanno bisogno. Sanno fare solo quello. Essere predatori è l’unico modo che hanno per vivere. Giocano al gatto col topo, preparano per lungo tempo la loro strategia che però conduce sempre allo stesso risultato: distruzione, eliminazione e abbandono della vittima dopo averla consumata totalmente. Si calcola che ogni narcisista psicopatico vittimizza durante tutta la sua vita circa 60 persone producendo in loro diversi gradi di distruzione emozionale e fisica.

L’aggressività umana è insita e innata. A volte è necessaria per sopravvivere rispetto ad atroci esperienze. Il film Revenant (Redivivo) mette in scena in modo esemplare come la sete di vendetta e la rabbia siano chiavi di salvezza che permettono di sopravvivere a tutto. La rabbia e l’aggressività servono anche a dimostrare qualcosa a qualcuno, ad avere potere e controllo sugli altri. Spesso chi le manifesta ha paura di non essere amato, considerato, ascoltato, temuto, paura di perdere qualcuno, una relazione, un lavoro.

Aggressività è sinonimo di volontà potenza, diretta a superare dei sentimenti di inferiorità. Nei narcisisti psicopatici questa sovra compensazione è molto evidente. Si sentono vuoti e inferiori reagiscono con il sé grandioso, la manipolazione e una forte aggressività. Sono rabbiosi proprio perché si sentono inferiori e inadeguati. Si sentono frustrati e vogliono rivalersi su soggetti più deboli.

martedì 20 giugno 2017

Ordine, caos e rapporti tossici




Guardando i rapporti con i narcisisti psicopatici da un altro punto di vista potremmo definirli come il desiderio di caos nella vita quale possibile fonte salutare di energia vitale. Il rapporto tra ordine e caos è una cosa che mi affascina moltissimo. In particolare sono da sempre attratto dal rapporto che ogni persona ha tra l'attrazione per il caos e la voglia di ordine. Ed in questo senso i rapporti tossici, il confronto col male, sono un esempio limpido di distruzione di ogni tipo di equilibrio a cui può seguire una nuova rinascita in grado di sprigionare una enorme quantità di energia creativa.
 
Il caos è una specie di “acceleratore della vita”, una “promessa di libertà”, una sorta di “stimolatore di cambiamento”, che però destabilizza, terrorizza, spaventa, fa soffrire. Proprio per questo gran parte del tempo nella vita è perlopiù rivolto a inseguire un maggior ordine, a voler strutturare, organizzare, inglobare tutto in una rassicurante routine.
 
Reagiamo al caos sforzandoci di riportare all’interno di recinti cose altrimenti ingovernabili. Proviamo a mettere insieme e dare un senso ad un complesso di esperienze che spesso non hanno alcun ordine tra loro. Questo doppio gesto di fare e disfare, apparentemente contradditorio, trova poi la propria personalissima dimensione in ogni essere umano. E può trovare una via nella ricerca di rapporti tossici proprio perché obbligano ad abbandonare ogni stabilità.

Il caos è la ferita di cui l’ordine è cura”. Insieme formano un’alchimia magica. Dal mettere in fila le matite sulla scrivania, alla mania per la pulizia, fino ad arrivare alla disattenzione nei confronti delle persone che abbiamo accanto, sono tanti gli “strumenti” che utilizziamo per aumentare la prevedibilità, la conoscibilità, la quotidianità, la familiarità, l’abitudine. Il problema è che, allo scopo di limitare la fatica e l’insicurezza che comporta il vivere nel caos, finiamo anche per spegnere la curiosità, la passione, il cambiamento.
 
Quello che di davvero bello c’è nella vita è sempre difficile da trovare in modo semplice. Il più delle volte passa per il dolore e la sofferenza. Esperienze che sembrano orribili e distruttive possono diventare una fonte inesauribile di gioia. Per cui anche il rapporto con un narcisista psicopatico può alla lunga essere fonte di vera gioia proprio perché libera la parte più viva della persona.
 
Sappiamo che la vita non è a compartimenti stagni. Sappiamo che i nostri sentimenti (che sono il termometro del vivere) non sono univoche sensazioni. Non sono sensi unici. Non hanno alcuna esclusiva in noi. La vita stessa è un insieme di cose diverse e spesso caotiche da accettare. Basti pensare a quanto amore e odio siamo collegati tra loro. Più amo e più odio proprio perché dipendo da qualcuno. Insomma, tutto è insieme. E tutto insieme è caos.
Lì a volte si può trovare nascosta la felicità.

mercoledì 19 aprile 2017

Malattia: effetto collaterale narcisisti psicopatici


 
I sintomi parlano. Uno degli effetti collaterali più pericolosi dei rapporti distruttivi con narcisisti psicopatici è la malattia. La mancanza di consapevolezza, i meccanismi difensivi, le maschere, i conflitti interiori non elaborati hanno come enorme rischio, la malattia. Il dolore trova una via e si trasforma in sintomo. Il concetto non è nuovo, anzi è ormai assolutamente scontato ma ricordarlo è sempre importante. Spesso vale anche per i carnefici, in questo c'è una maggiore parità anche se i disturbi tendono a variare. In entrambi i casi i sintomi parlano, eccome.
 
Molte malattie possono essere la diretta conseguenza di relazioni malate e distruttive. Il massimo è l’istigazione al suicidio. Allontanarsi è la principale forma di prevenzione. Non è facile provare la correlazione diretta tra abuso psicologico e malattia ma è certo che il nostro corpo somatizza nella sua materia quello che lo spirito subisce in tutta la nostra anima.
 
Ecco come un dispiacere può concretizzarsi in malattia.
Il nostro corpo somatizza nella sua materia quello che il nostro inconscio tace, lo urlano le nostre malattie dolori e malesseri. La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima. Tra conscio e inconscio. Tra parte sana e parte malsana.
 
Quando ti manca calore affettivo, basta una minima corrente d’aria fredda e subito prendi un raffreddore. Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange. Forti mali di schiena (ovvio non causati da un peso caricato male) ti dicono che stai subendo un dolore, porti con te un peso un trauma una tristezza immensa; il mal di gola “tampona” ti assale sicuramente quando hai tanti dolori da sfogare ed afflizioni da dire e non hai con chi confidarti. Quando una persona non la sopporti, non la digerisci e la devi sopportare ti viene acidità allo stomaco, le coliche spesso sono rabbie accumulate che non riesci a sfogare.
 
Il diabete “invade” quando la solitudine ti attanaglia. Il cancro ti divora come l’odio che corrode l’amore mancato. Il corpo ingrassa quando sei insoddisfatto o dimagrisci quando ti senti logorato. Dubbi preoccupazioni ansietà ti portano via il sonno e soffri di insonnia. Se non trovi un senso alla tua vita la pressione del cuore rallenta o accelera quindi ipotensioni e pressioni alte al cuore sono sbalzi che ti condizionano l’umore e le forze. Il nervosismo aumenta i respiri, come se ti mancasse l’aria, donde dolori al petto ed emicranie (molti fumatori prendono aria extra dal fumo fatidico ed effimero che li rilassa in maniera compensatoria ma illusoria). La pressione “sale” quando la paura imprigiona.

Quando ti senti sopraffatto di un problema che sei ai limiti, allora la febbre ti assale, le frontiere dell’immunità sono all’erta. Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega. le artrosi vengono quando la tua mente non si apre, sei troppo rigido e i muscoli ti si contraggono. I crampi indicano che stai subendo una situazione ai limiti della sopportazione. La stitichezza ti indica che hai residui nel tuo inconscio, hai segreti che ti otturano (quanta merda ci teniamo dentro che non è utile) e non trovi chi ti comprenda senza giudicarti. La diarrea è un atto di difesa dell’organismo che vuole eliminare ciò che percepisce come dannoso (come il vomito) vale per i virus ma anche per le situazioni, i sentimenti… forse chi ha diarrea non riesce a trattenere o assimilare.
 
La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino. Ascolta il tuo corpo ed impara a guarire con il tuo spirito, non c’è altra medicina che la tua stessa natura non possa darti. E’ ovvio che non generalizziamo, non è un catalogo farmacologico ma una linea guida… chi una preoccupazione la somatizza nella testa (emicrania) chi nello stomaco (indigestione). E i bambini? pur innocenti sono spugne emotive e recepiscono ogni energia negativa di chi li sta accanto, non per caso i bambini più sani sono quelli che crescono in famiglie unite ed amorose. L’amore è vita, dunque qualsiasi mancanza d’amore produce in noi morte: psichica, mentale, emotiva e alla fine anche fisica.
Malattia linguaggio dell’anima.

lunedì 3 aprile 2017

7) Fascino del male narcisista psicopatico


L’amore, come è noto, è un concetto estensibile che abbraccia cielo e inferno, bene e male, ciò che è sublime e ciò che e infimo”. (C.J. Jung).
 
I narcisisti psicopatici possono essere estremamente affascinanti o, meglio, fascinanti, esercitanti fascinazione, perché camaleonti eccezionali, recettori di idealizzazioni e aspettative prima di trasformarsi in un telone totalmente bianco su cui proiettare tutte le delusioni.

In altre parole durante la prima fase di idealizzazione sono uno SCHERMO BIANCO: parlano, pensano agiscono esattamente come la vittima di turno desidera, copiano la sua personalità e si comportano come uno specchio. Uno SPECCHIO MAGICO in cui vengono proiettate le nostre aspettative. Uno specchio magico che ci illude di sanare tutte le ferite e non sentire più il dolore.

Studiano perfettamente la vittima. Pianificano in modo meticoloso come entrare nella vita e creare un legame allo stesso modo di un Cavallo di Troia. Cercano i migliori, i più buoni, la più docile, quella con le maggiori qualità umane. Si pongono come anima gemella, la persona perfetta per l’altro, la persona con cui potersi aprire del tutto. A questo, punto col legame instaurato, attaccano. Come un DEMONE si presentano da vittima oppure biondi, con gli occhi azzurri, eleganti, estremamente sicuri di sé.
 
Le dinamiche di queste relazioni sono come quelle di una dipendenza. Si accetta un amore distruttivo come una DROGA che genera grave dipendenza nell’anima e nei sensi, ma non si può fare a meno del partner predatore. Di fronte a questa persona inizialmente meravigliosa il cervello crea una sorta di dipendenza a cui non sa più fare a meno. Anche scoperto il mostro ed essendo chiara tutta la sua cattiveria e crudeltà la dipendenza rimane, si vorrebbe sempre e solo tornare alla fase inziale nella quale si camminava a dieci metri da terra.

Una volta tolta definitivamente la maschera del narcisista psicopatico, la vittima si sente infettato da un amore tossico, disequilibrato, devastato, vuoto, depresso e apatico. Perde il governo interiore, dentro li lui prevale il male come fosse sotto incantesimo. Alcuni autori infatti parlano di inferno, purgatorio, paradiso come i tre momento del percorso. Solo nella terza fase si guarisce e si previene il trauma amoroso. Ci si sente in pace, liberi da demoni e si può davvero amare ed essere amati.

Il fascino del male è indiscusso. È la sensazione di attrazione che provoca lo sporgersi da un pozzo nero o la vista di un incidente mortale. Spesso il loro corpo, soprattutto se attraente o prestante, è lo strumento utilizzato per instaurare i rapporti parassitari di cui necessitano, e quindi in un certo senso il loro unico riferimento identitario. Accogliendo e riflettendo le proiezioni dei partner vittime instaurano apparentemente e precocemente una simbiosi.

Chi li ama dà loro una identità, loro restituiscono i suoi sogni. Non c’è però un vero rapporto al di fuori del giuoco delle proiezioni e della loro riflessione. La vita con un predatore sadico può inizialmente affascinare, inizialmente è assente la noia grazie alla sua plasmabilità. Poi è l’inferno.

Alcuni autori parlano di "ANIMAGEMELIZZAZIONE", un amico perfetto, un amante perfetto, una compagna perfetta, l'anima gemella. Questo crea una illusione a vita che porta poi a dei danni enormi nella seconda fase. Si attaccano alla nostra ferita non risolta. Sfruttano il fascino del male. Fanno leva sulle nostre debolezze, paure, desideri profondi. In realtà, a ben vedere, è la vittima che permette tutto ciò, anzi fa di tutto perché accada anche con le più valide e nobili ragioni. Ma sta di fatto è la vittima che si fa manipolare, sfruttare, distruggere continuando a perseguire un'illusione.

Duro digerire che non si è mai state amati perché gli psicopatici NON POSSONO AMARE NESSUNO; che quella che si pensava una relazione vera, basata sull’affetto reciproco, non è altro che una truffa costruita su una montagna di bugie che si può anche non aver scoperto nella sua interezza.
 
Difficile accettare che il MALE PURO ESISTE, perché si vuole credere che tutti gli esseri umani siano capaci di provare rimorso, affetto, attaccamento, senso di miglioramento personale e riscatto. Purtroppo, con un narcisista psicopatico, tutto quello che è difficile da mandar giù è reale. Solo quando si affronta questa realtà si può iniziare a raccogliere i pezzi della propria esistenza e a guarire dal dolore.
 
È straziante pensare che chi ci dovrebbe amare in realtà ci fa del male e gode nel farci del male, siano genitori, mogli-mariti, figli, amici, colleghi.

venerdì 24 marzo 2017

1) Pecore - Lupi - Cani da Pastore (1 parte)


Pensavo che persone del genere non esistessero se non nei film. Mi approcciavo al prossimo con la radicata convinzione che tutti avessero un certo livello di profondità emotiva. Ritenevo di avere a che fare sempre con persone umane, magari dotate di un diversa sensibilità ma sempre umane. Le persone normali hanno pregi e difetti, i narcisisti psicopatici hanno un altro modo di vivere, sono altro da noi.
 
Non hanno sentimenti, per non sentire il dolore hanno spento tutto.
Non cambiano perché non sentendo nulla non possono neppure percepire cosa si perdono.
Non hanno empatia e senso di colpa.
Non hanno difetti, sono diversi.
Usano gli altri come fossero dei bancomat.
Godono a far soffrire e a manipolare per misurare il loro potere e per scaricare la loro enorme rabbia.

Parliamo di lupi, leoni, coccodrilli, vampiri con sembianze umane. Se un lupo è dentro una stanza non cerchi il dialogo e gli spieghi le regole di un rapporto sano e maturoNon ci scendi a patti. Ti difendi e scappi. Se un leone invece è nella giungla di certo risulta essere meno pericoloso perché il territorio è più ampio. Se il coccodrillo è nel tuo letto le cose si complicano leggermente. Non si può ragionare con loro come se fossero umani, non si possono utilizzare con gli stessi parametri di riferimento emotivi che utilizziamo con gli esseri umani.
 
Il male esiste. È sempre esistito, inutile negarlo, far finta di nulla, continuare a sognare. Gli psicopatici e i narcisisti integrati sono ovunque e sono abilissimi a mimetizzarsi. Per scoprirli servono conoscenze e indagini mirate. In particolare sono molto utili i controlli incrociati nei diversi ambiti della loro vita. La cosa più importante è capire che sempre ci si deve accostare al prossimo con cautela, piano piano, senza dare per scontato di avere davanti una bella persona con la quale aprirsi e raccontare tutto. Cautela, prudenza, cura per se stessi per evitare o ridurre cicatrici indelebili se non peggio.

Bisogna imparare e distinguere il mondo tra essere umani e predatori. Fare attenzione, riconoscere con cautela chi sono i predatori e con loro comportarsi in modo totalmente diverso. Contatto zero o minimo, avere paura, scappare. In fondo è altro che il ripetersi dell'eterna lotta tra male e bene. Ragionare in questo modo non è essere cattivi è essere realisti e donare le nostre risorse a chi se le merita e non a soggetti simili a noi che hanno come unico obiettivo quello di depredarci e distruggerci.

A volte il lupo è tuo padre o tua madre, tuo figlio, tua moglie o marito, il tuo migliore amico. Non importa. Se lo capisci, a quel punto ti proteggi e proteggi chi ami. Contatto zero o minimo, scappi. Se serve mostri i denti e ti difendi. Sono predatori.

lunedì 20 marzo 2017

Godono a far soffrire


La vita di uno psicopatico narcisista ha come scopo principale quello di farla franca, sempre e comunque. Se è molto abile è difficile che i sospetti si trasformino in prove schiaccianti e le persone, dal momento che per lui contano poco e nulla, continueranno ad essere meri strumenti di affinamento delle tecniche di inganno.
 
L’entità della sofferenza generata nel prossimo è un chiaro indicatore delle sue capacità manipolatorie e della destrezza nelle strategie perverse che per lui sono automatiche come per noi chiudere a chiave la porta di casa quando usciamo la mattina. Per una persona normale è assurdo ma per loro p la vittima soffre e più lui si sentirà sicuro e soddisfatto di sé. Ecco perché nella relazione non c’è posto per la normalità ed è la confusione a regnare sovrana. Quando nell’altro prevalgono calma e tranquillità lo psicopatico si sentirà innocuo e insignificante e dovrà in qualche modo inventarsi qualche imbroglio, farla franca e ricaricarsi per sentirsi di nuovo a posto.
 
Ciò che rende questo gioco ancora più perverso è che “cavarsela” non necessariamente ha a che fare con le nostre scoperte. L’essere sbugiardato fa parte della dinamica di sopraffazione. I nostri sospetti non lo sorprenderanno affatto. È riuscire nell’inganno di livello avanzato che diventa stuzzicante. Secondo lo standard di questi soggetti “cavarsela” significa mentire, insospettirci con forzate arrampicate sugli specchi e atteggiamenti passivo-aggressivi e poi riuscire a convincerci di essere in preda al delirio solo per aver potuto ipotizzare a loro carico diavolerie così contorte.
 
È nell’inganno di secondo livello e nel teatrino di menzogne dirette a coprire la bugia originaria che lo psicopatico narcisista dà il meglio di sé. È qui che emergono le sue indiscutibili doti di prestigiatore del cuore. Nel caso in cui il soggetto riesca a strapparci le scuse per l’invadenza ( e vi assicuro che accade spesso), il punteggio raddoppia con tanto di bonus e la nostra autostima viene seriamente colpita.
 
E’ attraverso questa modalità che uno psicopatico passa la propria vita ad affinare e perfezionare le tattiche di imbroglio e manipolazione. Chiunque, voi compresi, sarà utilizzato come strumento di allenamento e di perfezionamento dell’arte dell’inganno e del farla franca. E siccome non è tanto importante l’oggetto della menzogna quanto il riuscire a fregare l’altro, lui mentirà anche quando la verità è una storia migliore. A un certo punto saremo talmente confusi e rintontiti per l’ansia accumulata che verità e menzogna inizieranno a sovrapporsi e confondersi rendendoci immuni alle bugie e inducendoci ad ignorare le cose che non quadrano pur di mantenere la pace. La nostra sofferenza non solo sarà in grado di rinvigorirlo ma sarà la prova dell’avvenuto perfezionamento delle sue abilità.

mercoledì 1 marzo 2017

Narcisisti psicopatico MALE PURO e ILLUSIONE


 
Gli psicopatici narcisisti non si limitano a generare sofferenza in quelli che girano loro intorno. Prima li illudono in modo che la caduta, dolorosissima, li mandi in mille pezzi. Più in alto uno psicopatico ti porta durante la fase dell’idealizzazione (quando ti riempie di lusinghe, regali e dichiarazioni di eterno amore), più in basso aspettati di cadere ai suoi occhi durante la fase di svalutazione, quando ti isola dai tuoi cari, indebolisce la fiducia in te stessa e ti critica sia direttamente che con gli altri.

Ricorro a un’analogia per illustrare la crudeltà sottostante il comportamento psicopatico narcisista. Immaginate il seguente scenario: un ragazzo riceve un cucciolo per Natale. Lo accarezza, lo nutre, lo coccola, ci gioca e di notte lo fa persino dormire con lui. Poi, sei mesi dopo, dopo che il cucciolo si è affezionato e si aspetta di ricevere solo cure e attenzioni, il ragazzo prende un coltello e lo fa fuori per puro divertimento.
 
È esattamente quello che fa uno psicopatico, quantomeno a livello psicologico, a qualsiasi persona si leghi sentimentalmente a lui. In modo attento crea aspettative di onestà e amore reciproco. Poi, la pugnala alla schiena adottando il classico schema di inganno e abuso. Lasciatemi fare un secondo esempio, ancora più calzante. Ricordo, molti anni fa, di essere rimasta sconcertato quando lessi dello stupro di donne bosniache ad opera di uomini di origini serbe. Ciò che mi sconvolse di più fu la storia di un soldato serbo che salvò una ragazza bosniaca da uno stupro di gruppo ad opera di suoi conterranei. La prese con sé, la nutrì, la protesse e le parlò in modo rassicurante e tenero per alcuni giorni. Una volta che si assicurò la sua fiducia e gratitudine, la violentò e la uccise. Dopodiché si vantò delle proprie imprese con la stampa internazionale.
 
Un grado di sadismo psicologico di tal portata supera quello dei bruti che stupravano e uccidevano le donne senza fingere interesse e cortesia. Ciò che ha combinato il soldato è più infido, ambiguo e perverso. Almeno dal lato emotivo, tutti gli psicopatici si comportano in questo modo con le proprie compagne: si accaparrano amore e fiducia di queste ultime solo per provare il SADICO PIACERE DI FAR LORO DEL MALE. Ogni volta che si perdona il loro comportamento e li si riaccoglie nella propria vita, avvertiranno la contentezza di aver RIGUADAGNATO LA NOSTRA FIDUCIA in modo da poterci ferire ancora. Gli psicopatici si dilettano nella tortura psicologica per la stessa ragione dei regimi totalitari: devastare il tuo corpo e il tuo spirito; averti completamente a loro disposizione e sotto il loro controllo.