lunedì 8 maggio 2017

Pandemia istrionica


 
Una pandemia istrionica, a questo stiamo assistendo. Siamo di fronte ad un aumento esponenziale dei tratti istrionici e del disturbo istrionico di personalità. Tanti piccoli aspetti sociali e di personalità ne sono la dimostrazione. Nessuno da solo costituisce una diagnosi, ma la miscela è esplosiva, dilagante, un effetto valanga che travolge tutti e tutto.
 
Selfie individuali e di gruppo. Foto postate ovunque e comunque. Connessione totale e costante. Tatuaggi. Commenti a fiumi. Like. Immagini piatti guarniti e bicchieri pieni. Corpi esposti e mostrati allo specchio. Figli ostentati accompagnati da grandi frasi ad effetto. Viaggi e vacanze raccontati in diretta e nei minimi dettagli. Gruppi di amici unici. Serate in discoteca, aperitivi, cene. Urla, provocazioni, battute ad alta voce. Abiti fluo, luccicanti, evidenti. New age. Corsi motivazionali. Sport estremi e imprese epiche da narrare. Video, video, video. Slogan. Aforismi. Profili whatsapp aggiornati ogni giorno. Nulla ha senso se non viene condiviso, se non ottiene like, se non provoca commenti, se non mette in mostra sempre e comunque.
 
Il disturbo istrionico di personalità è un disturbo di personalità caratterizzato essenzialmente da un’intensa emotività, esternata con modalità teatrali, e da costanti tentativi di ottenere attenzione, approvazione e sostegno dagli altri, mediante comportamenti celatamente o apertamente seduttivi. Oltre allo stile interpersonale drammatico e inappropriatamente seduttivo, caratterizzano questo disturbo l’impressionabilità, la TENDENZA ALLA SOMATIZZAZIONE e la ricerca costante della novità.
 
Manipolazione per essere visiti e riconosciuti.
Somatizzazione.
Iperemotività.
Ricerca costante di attenzione.
Dipendenza. Infantilità. Impulsività.
Egocentrismo. Esibizionismo.
Uso della malattia per accuditi.
Seduttività e provocazione sessuale.
Menzogna. Spavalderia.
Idealizzazioni continue e sempre diverse.
 
Nulla in sé è male in assoluto, la miscela e il volume rendono il tutto esplosivo. Niente e nessuno sembra fermare questa tendenza. I tratti istrionici e il disturbo di personalità istrionico, a mio avviso stanno dilagando attorno a noi. I caratteri istrionici si presentano come seduttivi, affascinanti. Vogliono fare colpo. Essere al centro ed attirare l'attenzione. Cercano sempre un PUBBLICO. Hanno sviluppato abilità da showman, improvvisatori, attori. Sanno calarsi in un ruolo e recitare una parte. All'interno di un gruppo sono simpatici, estroversi, originali. Riescono a scaldare l'atmosfera, a coinvolgere, euforizzare le persone. Sono tra le personalità meno autentiche, più nella maschera, più nel personaggio. E quindi sono anche tra quelli più estranei a se stessi, cioè alla loro vera identità, oltre che staccati, estraniati in mezzo agli altri.
 
Le principali caratteristiche in dettaglio:
1) Sono a disagio se non sono al centro dell’attenzione, fa di tutto per avere un pubblico;
2) Nei rapporti sono seducenti, provocanti, alla ricerca di approvazioni;
3) Le loro emozioni sono sempre enfatizzate, anche se cambiamo rapidamente, hanno frequenti sbalzi di umore.
4) Il corpo è al centro della loro vita, sia per mostrarlo, attirare l’attenzione, sedurre sessualmente, sia attraverso la somatizzazione e la malattia.
5) Hanno una grande abilità oratoria, ma spesso senza vera profondità emotiva.
6) Drammatizzano, sono teatrali, esprimono le emozioni enfatizzandole esageratamente.
7) Considera le relazioni più intime di quanto lo siano realmente, e spesso si mostra molto più coinvolto di quanto lo sia realmente.

sabato 6 maggio 2017

Sesso con narcisisti psicopatici



TUTTE LE VITTIME DICONO CHE A LETTO I NARCISISTI PSICOPATICI SONO SPECIALI. Sostengono che grazie a loro hanno raggiunto livelli di estasi mai provati prima. Pensano che senza di loro non potranno mai più godere allo stesso modo, che non avranno mai più una vita sessuale così intensa e gratificante. Sono convinte che se dovessero perdete questa relazione non potrebbero stare mai così bene come col loro carnefice.
 
IN REALTÀ ANCHE IN QUESTO CASO È SOLO UN’ILLUSIONE. Non è assolutamente vero che “SCOPANO” divinamente (i narcisisti psicopatici non fanno mai l’amore scopano solo). È però assolutamente vero che la vittima, sotto la pressione dell’ennesima manipolazione, arriva a pensare che solo con il suo carnefice potrà godere in un modo così fantastico. Questo spiega perché una delle armi più potenti del narcisista psicopatico è il SESSO. Sapendo perfettamente come manipolare, quali tasti toccare, usa il sesso come un’arma potentissima. Usa il sesso come forma di potere e controllo nella relazione.
 
NON È VERO CHE "SCOPANO" BENISSIMO, importante ripeterlo chiaramente. Non può essere vero perché con loro manca totalmente la dimensione affettiva e intima. Però è vero che mettono in atto una manipolazione sessuale che fa assumere al sesso una dimensione centrale ed idealizzata nel rapporto.
 
Lo schema è sempre lo stesso. In un primo momento il sesso è molto appagante sia qualitativamente che quantitativamente. Anche in questo caso si comportano a specchio. RIPRODUCONO I DESIDERI SESSUALI PIÙ PROFONDI DELLA VITTIMA e la passione vola alle stelle. In realtà i narcisisti psicopatici non hanno nessun particolare trasporto emotivo, passione, condivisione, si eccitano solo vedendo l'altro cadere ai suoi piedi. Non condividono neppure gli stessi desideri sessuali, si limitano a studiare la vittima modellando il comportamento.
 
Anche una persona buona e altruista si comporta allo stesso modo ma proprio perché desidera far contento il partner. La felicità dell’altro diventa la sua felicità. I vampiri invece si ingegnano a far contenta la vittima per ottenere l’abbassamento delle sue difese. Sfruttano il sesso per ottenere la fiducia e felicità dell’altro in modo che cada nella trappola. Una tattica perfetta.
 
Poi arriverà il momento in cui si negheranno e non faranno più nulla per far contento il partner, nonostante le sue suppliche. DOPO AVERLO SEDOTTO SESSUALMENTE diventano repentinamente freddi e disinteressati. Nella seconda fase,  NEGANO IL SESSO TRASFORMANDOLO IN UN PRIVILEGIO. A questo punto fanno battute pungenti, sono freddi, diventano apatici, alzano l’asticella della perversione. Tutto creato ad arte per avere il TOTALE E COMPLETO CONTROLLO. Partono dalla fase di studio nella quale individuano quali sono i desideri, preferenze, fantasie sessuali dell’altro e poi si comportano come se tutto fosse naturale. Solo la vittima però sente tutto quel trasporto sessuale.
 
IL SESSO BOLLENTE dei primi tempi cede il passo a un GIOCO DI POTERE, ad un BRACCIO DI FERRO. Diventa un atto meccanico, mentre le emozioni si focalizzano su partner immaginari. I narcisisti psicopatici vivono solo di eccitazioni. Per loro il sesso è conquista e gioco di potere.

Alcune caratteristiche del loro modo di fare sesso, a mio avviso importanti:
1) dopo la prima fase BACIANO POCO E MALE, rifiutano baci passionali;
2) "scopano" in modo SPREGIUDICATO, FREDDO, MECCANICO, PORNOGRAFICO;
3) SONO MOLTO EGOISTI a letto, una volta raggiunto l’orgasmo è come se sparissero dalla scena;
4) NON SANNO COSA SIA L’INTIMITÀ VERA e la dolcezza, per questo la ridicolizzano e deridono.

venerdì 5 maggio 2017

La palude famigliare e le relazioni tossiche


Le relazioni tossiche hanno spesso una radice lontana, la FAMIGLIA. I rapporti primari rivivono nel presente. Usciti dalla porta tornano dalla finestra. Come se si volesse tornare sulla scena del delitto sperando che le cose vadano diversamente o per presentarsi questa volta come l’assassino e non come la vittima. Tante, troppe volte, più o meno consciamente, si cercano e si rivivono le stesse dinamiche malsane e distorte che si sono vissute all’interno della famiglia.
 
Prima cosa, forse banale, da capire è che c’è una forte correlazione tra relazioni tossiche del presente e vecchie dinamiche famigliari. Comprendere le dinamiche famigliari, osservarle in profondità, elaborarle diventa in questa ottica un primo passo fondamentale. Pochi lo fanno. È difficile, faticoso, estremamente doloroso. Ma è il primo gradino da salire verso la consapevolezza che porta ad abbandonare definitivamente i legami che ci fanno male. Qualunque essi siano. Per questo vi riporto un brano a mio avviso meraviglioso, estratto da un libro non esaltante.
 
Abbiamo una fiducia cieca nei nostri genitori, quello che vediamo in casa è il giusto ed equilibrato andare delle cose, il protocollo di ciò che consideriamo una sanità mentale.

Adoriamo i nostri genitori per questo, ci mantengono al riparo da qualsiasi anomalia. Così non esiste l’ipotesi che loro, per primi, possano essere un’anomalia, una malattia. Non esistono madri malate, ma solo stanche. I padri non falliscono mai, sono a volte nervosi. Una certa infelicità, che preferiamo non registrare, assume di tanto in tanto la forma di patologia che avrebbe nomi, ma in famiglia non li pronunciamo. L’uso di medici è sgradito e, nel caso, ridimensionato alla scelta di medici amici, consueti alla casa, poco più che confidenti.

Dove servirebbe l’aggressione di uno psichiatra, si preferisce la bonaria amicizia di dottori che conosciamo da una vita, spesso altrettanto infelici.
A noi questo sembra normale.         

Così, senza saperlo, ereditiamo l’incapacità verso la tragedia, e la predisposizione alla forma minore del dramma: perché nelle nostre case non si accetta la realtà del male, e questo rinvia all’infinito qualsiasi sviluppo tragico innescando l’onda lunga di un dramma misurato e permanente: LA PALUDE IN CUI SIAMO CRESCIUTI.

È un habitat assurdo, fatto di dolore represso e quotidiane censure. Ma noi non possiamo accorgerci di quanto sia assurdo perché come rettili di palude conosciamo solo quel mondo, e la palude è per noi la normalità.

Per questo siamo in grado di metabolizzare incredibili dosi di infelicità scambiandole per il doveroso corso delle cose: non sfiora il sospetto che nascondano ferite da curare, e fratture da ricomporre. Allo stesso modo ignoriamo cosa sia lo scandalo perché ogni eventuale devianza tradita da chi ci sta attorno la accettiamo d’istinto come un’integrazione solo inattesa al protocollo della normalità.”
Tratto da Emmaus di Alessandro Baricco

giovedì 4 maggio 2017

Prendere le misure ai narcisisti


 
Alla fine il narcisismo, come ogni altro disturbo di personalità, non è altro che un’estrema FORMA DI DIFESA per sopravvivere, per cercare di andare avanti nonostante enormi ferite emotive. È una struttura difensiva che minando o dominando le relazioni, controlla un'enorme ANGOSCIA, un grande dolore e tanta rabbia.
 
I narcisisti sono persone che fanno del male ma se li conosci, se ne capisci il funzionamento, diventano PIÙ PREVEDIBILI E PERFINO NOIOSI. Quantomeno se si prendono le misure fanno meno danni e fanno soffrire un po’ meno. Bisogna arrivare ad accettare il loro modo di comportarsi, i loro meccanismi, quando ci si deve relazionare con questi soggetti. Giusto o sbagliato che sia, questo è.
 
Non farsi carico dei loro problemi, non farsi colpevolizzare, usare la giusta dose di ironia e indifferenza per non farsi travolgere. Evitare gli scontri che a loro piacciono tanto. Abbassare il volume del proprio ego pur mettendo enormi paletti per arginare la loro smania di potere e controllo. Sia chiaro, sono solo piccole STRATEGIA DI SOPRAVVIVENZA in caso si debba avere rapporti con questo tipo di persone. La vera soluzione rimane sempre il CONTATTO ZERO o minimo.
 
I narcisisti sono persone con un’emotività amplificata, possono passare in breve tempo dal benessere al disagio più disperato. Dal bisogno estremo di aiuto, alla necessità di fuggire, attaccare, aggredire. Dall’essere delle vittime, al trasformarsi in carnefici. Sono individui con un PERSONALITÀ MOLTO COMPLESSA e poco integrata. Hanno parti scisse di cui mai prendono coscienza. Magari sono brillanti, stabili, sicuri nella professione o in un ambito della vita, ma possono al contrario apparire immaturi, vulnerabili, infantili nelle relazioni intime e affettive.
 
Di sicuro il peggio lo mostrano in ambito famigliare e di coppia. Forti e affascinanti in società, depressi, aggressivi, di cattivo umore in privato. Come se vivessero sempre con un doppio registro. Hanno il terrore di rimanere soli per cui alcuni passano da una storia all'altra, senza però mai stare davvero con nessuno. Altri entrano in un rapporto simbiotico in cui chiedono totale dedizione al partner, come se tutto gli sia dovuto.
 
Ironia, paletti, giusta dose di indifferenza, distacco, intelligenza, autostima, per non essere massacrati da questi soggetti se si deve per qualsiasi ragione continuare ad avere rapporti con loro, ad esempio perché si hanno dei figli. Loro ritengono di avere sempre il diritto di poter fare ciò che gli pare, quando gli pare, come gli pare. Si sentono sempre incompresi e vessati. Usano e manipolano gli altri per ottenere ciò che desiderano. Sono bravissimi a trascinarti nei loro meccanismi devastanti. Fondamentale diventa comprendere a fondo come funzionano per arginarli e prenderne ampiamente le distanze. Così alla fine fanno meno danni e sono anche noiosi.

mercoledì 3 maggio 2017

Relazioni tossiche - Muri - Libertà


 
L’idea comune è che la GRANDE MURAGLIA CINESE sia stata costruita per proteggere dalle possibili invasioni da parte di numerose tribù nomadi, perlopiù di origine mongola, che minacciavano di invadere la Cina.
 
In realtà questa enorme costruzione non ha mai fermato le tribù mongole che riuscivano tranquillamente ad aggirarla o oltrepassarla. La vera funzione della Grande Muraglia Cinese era quella di dare una forte identità alla Cina. Definiva dei confini, conferiva sicurezza e identità ad un popolo e a un territorio estremamente ampio, sterminato. Ovviamente era un'illusione, i mongoli passavano eccome, ma la muraglia ha sempre esercitato un ruolo importante a livello psicologico e sociale.
 
In un certo senso il narcisista psicopatico conferisce una identità anche alla vittima, se pur del tutto illusoria e malsana. Uscire da una relazione tossica apre gli occhi, cambia la prospettiva, frantuma i recinti, obbliga a spostarsi in un campo da gioco molto più ampio rispetto a prima. È un viaggio cupo che sgretola tutte le finte certezze portando a galla tutte le più profonde insicurezze. Muoversi in spazi molto più ampi spiazza e destabilizzante chiunque. Si incontra l'autenticità di se stessi, con le proprie ombre e le proprie luci.
 
Alla fine tuttavia può guarire. Può rappresentare l’unica via per diventare una persona migliore, più forte, che vive davvero una vita degna di essere vissuta. Si può addirittura ESSERE CONTENTI perché senza quella orribile esperienza forse non si sarebbe mai cambiato nulla e si sarebbe continuato a vivere "comodi nelle proprie virgolette", nel proprio piccolo recinto che dava un'illusione di identità. Si può persino arrivare a dire "per fortuna che è successo".
 
Si deve però cambiare gran parte di ciò che si credeva di sapere sulle persone, su come funzionano i rapporti, sui delicati equilibri tra normalità e follia. Anche le migliori qualità umane come bontà, altruismo, empatia possono creare enormi problemi se non sono accompagnati da una profonda conoscenza e dignità personale.
 
Forse serviva questa tragedia relazionale per sentirsi davvero LIBERI. Liberi da abusi, aggressività, triangoli amorosi, critiche, silenzi, mancanza di amore. Liberi di poter esprimere la propria vera natura, interessi, passioni. Liberi dalla paura di perdere un illusorio rapporto perfetto. Liberi finalmente, fuori dalla manipolazione, dai distruttivi giochi psicologici con un narcisista psicopatico.

martedì 2 maggio 2017

L'illusione dell'anima gemella che sega il cervello


 
Tutti sognano di trovare l’anima gemella, l’altra metà della mela. Tutti sognano di fare l’amore con se stessi in una sorta di simbiosi materna. Ovviamente è un sogno e tale rimane, perché l’altro è sempre altro da noi, diverso. I narcisisti psicopatici sfruttano questo sogno per creare un VINCOLO TRAUMATICO con la vittima. Come un CAVALLO DI TROIA entrano nella vita dell’altro e ne abbassano tutte le difese. La vittima spegne ogni senso critico e rimane drammaticamente come un pc senza antivirus. Solo dopo qualche tempo, capisce che il sogno è in realtà un incubo ma fatica a crederci.
 
Non è mai abbastanza ripetere come si comportano. Per agganciare la preda si presentano come PERSONE SPLENDIDE o come VITTIME INNOCENTI. O entrambe le cose se serve. Il ciclo è sempre lo stesso, all’inizio si mostrano splendide persone o povere vittime, poi diventano ciò che sono cioè vampiri emotivi, freddi, distaccati, aggressivi, abusanti. Devastano le vite altrui per anni come genitori, partner, amanti, figli, amici, colleghi, maestri, vicini di casa.
 
Di primo acchito la persona tossica sembra insolitamente candido, umile, ingenuo, premuroso, disponibile, ma col passare del tempo si trasforma. Ogni volta che addestra una vittima sfoggia il comportamento migliore con un FASCINO CREATO AD HOC per quel soggetto. Si immedesima nelle altrui passioni, idee, interessi, desideri. Oppure si mostra come vittima candida in difficoltà che cerca un aiuto, un salvatore. Una volta catturata la preda la sua natura diventa evidente.
 
Nella fase idealizzazione la vittima vola, gode, RAGGIUNGE MOMENTI DI ESTASI. Il cervello produce tutta una serie di sostanze che la fanno sentire benissimo. Questa sensazione induce una dipendenza simile a quella di una droga, si cerca sempre di tornare a quello stato di estremo benessere e per farlo si è disposti a tutti, persino all’autodistruzione. IL CERVELLO A QUESTO PUNTO È IN PAPPA, SEGATO.
 
Il narcisista psicopatico ha il controllo totale, potere assoluto. L’errore che commettono quasi tutte le vittime è quello di pensare che l’intensità della relazione dipenda dalle qualità del proprio narcisista psicopatico. Qualità intellettuali, sessuali, estetiche, emotive, pratiche, fisiche. Anche se a volte hanno alcune qualità particolari, non è certo sulle loro qualità fisiche o psicologiche che il narcisista psicopatico diventa irresistibile. Tutto è dovuto al processo di fortissima MANIPOLAZIONE delle emozioni della vittima che la porta ad essere aliena a se stessa.
 
Il VINCOLO TRAUMATICO può indurre anche una persona normale e intelligente a cadere preda di una relazione in modo compulsivo e ossessivo nonostante venga maltrattata e abusata. L'assurdo poi è che questa enorme manipolazione emotiva spinge la vittima nonostante tutto a non andarsene, a non scappare, a continuare ossessivamente a desiderare il carnefice pensando che sia l’unica fonte di gioia nella vita.

lunedì 1 maggio 2017

Maschera Narcisista & Personalità "Come Se"


Uno delle principali caratteristiche dei narcisisti, psicopatici, borderline, istrionici è la presenza della MASCHERA. Sono maestri della dissimulazione e del camaleontismo e sanno dare una ottima prima impressione. Sanno fare subito breccia nelle persone, sanno sedurre, incantare, ingannare, controllare. Quasi tutti questi soggetti VIVONO DI MASCHERE, fino al punto che la loro personalità coincide con la maschera. Il vero sé si perde totalmente. La maschera (e il falso sé) non è altro che una difesa che tende a proteggere la persona dall’angoscia profonda e dal vuoto emotivo.
 
Ma anche le persone non malvagie o narcisiste possono vivere solo di maschere. A questo proposito mi hanno sempre affascinato i concetti espressi da Helene Deutsch che ha studiato le personalità “COME SE”. La personalità “come se” descrive un SOGGETTO VUOTO che vive come un ATTORE che si adatta in modo imitativo al contesto in cui si trova. Non è “DAVVERO NIENTE”, per questo diventa ciò l’altro gli chiede di essere per compiacerlo.
 
La personalità "come se" pura non è affatto cattiva, sadica, malefica, ma solo finta. In realtà è talmente vuota da essere finta per sopravvivere. Dietro alle maschere NON C’È REALMENTE NULLA. Il soggetto presenta la sindrome dell’identità diffusa. Sperimenta una profonda incoerenza. È una persona diversa in SITUAZIONI DIVERSE. Una mancanza di CONTINUITÀ PERSONALE NEL TEMPO.
 
Anche nelle personalità “come se” l’identificazione tende a essere rigida. Cioè aderisce in modo rigido e adesivo a maschere sociali che precludono un rapporto con i desideri veri della persona. Sono persone che dietro una apparente facilità nel mettersi in relazione nascondono un PROFONDO VUOTO INTERIORE che produce negli altri l’impressione di una mancanza di spontaneità e un senso di falsità. Essi non sono capaci di una vera e propria identificazione, ma solo di una imitazione superficiale (come se). Sono ad esempio le persone sempre sorridenti, che non hanno mai una loro opinione, che si adeguano a tutto e tutti, che dove le metti stanno. Aderiscono appunto  in modo IMITATIVO alla richiesta e alle aspettative degli altri
 
La personalità “come se” per antonomasia è il personaggio di Zelig, l’uomo camaleontico descritto nel bel film di Woody Allen.

“La prima impressione di queste persone è quella di essere assolutamente normali. Sono intellettualmente integre e dotate, e mostrano una grande comprensione per le questioni intellettuali e emozionali; ma quando seguono uno dei loro frequenti slanci verso una attività creativa, il risultato consiste in un’opera buona dal punto di vista formale, ma che è sempre la ripetizione spasmodica, anche se abile, di un prototipo senza la minima traccia di originalità.
Ad un’osservazione più accurata anche i loro rapporti affettivi con l’ambiente presentano questa stessa caratteristica. Sono rapporti solitamente intensi e contraddistinti da amicizia, amore, simpatia, comprensione, MA ANCHE UN PROFANO SI ACCORGE CHE C’È QUALCOSA DI STRANO E GLI SI PROFILA LA DOMANDA ALLA QUALE NON SA RISPONDERE.
All’analisi risulta presto chiaro che tutti questi rapporti sono privi di qualsiasi reale traccia di calore, che tutte le esperienze emozionali sono formali, che ogni sensazione affettiva profonda è completamente esclusa. È una situazione che somiglia alla prestazione di un ATTORE TECNICAMENTE BEN PREPARATO ma che manca della scintilla necessaria per rendere la sua interpretazione realistica.
Deutsch

 

sabato 29 aprile 2017

Prostituzione relazionale e narcisismo


 
Viviamo tutti in una società in cui la PROSTITUZIONE RELAZIONE è la regola non l’eccezione. Prostituzione relazionale per avere il CONSENSO. Sempre attenti e desiderosi di piacere agli altri, di essere apprezzati, visti, riconosciuti. Attenti a cosa fanno gli altri, al giudizio degli altri, a cosa pensano gli altri. Quindi si perde di vista la cosa più importante: SE STESSI.
 
Tutti i social e il concetto del “LIKE” ha enfatizzato il problema ai massimi livelli. Tutte le nostre vite sono costantemente a confronto con quelle degli altri. Ogni cosa ha senso solo se ottiene “like” e commenti positivi. Si da troppa importanza a cosa viene rimandato come approvazione personale rispetto a quello che si fa.

Questa è anche una delle principali cause che stanno al centro di relazioni con persone tossiche. Si pende dalla loro approvazione. Si agisce e si pensa solo per ottenere il tanto sospirato consenso. Questa dipendenza affettiva può diventare una vera e propria patologia perché DISTORCE LE RELAZIONI.
 
La tragedia di queste persone che si prostituiscono a livello relazione è che alla fine si sentono più SOLE di tutte le altre. Sono infelici e frustrate anche se fanno di tutto per compiacere gli altri. Difficilmente vengono stimate apprezzate come meriterebbero proprio perché sono sempre disponibili. Esistono per quello che fanno per gli altri non per quello che sono.
 
Quando poi se ne accorgono sono vere tragedie. La depressione esplode. La delusione li divora. La rabbia repressa per tanto tempo divampa. Spesso sono le persone più portate ad atti autolesionistici o persino al suicidio. Quando scoprono che la loro esistenza improntata ad essere disponibili, sempre presenti e aiutare gli altri si rivela fallimentare hanno spesso un crollo devastante.
 
Molte vittime soffrono di una forte DIPENDENZA AFFETTIVA. Ripetono schemi malsani appresi dal rapporto con i genitori. Scelgono stronzi con l’idea di cambiarli o salvarli. Cercano inconsciamente con il lanternino relazioni che li facciano soffrire o che confermino il loro intimo senso di inferiorità. Anche quando potrebbero stare bene sono artisti nel sabotarsi. Pur avendo enormi qualità emotive pensano sempre di non valere e il loro valore dipende solo dalla reazione degli altri.
 
Tutto questo rappresenta una manna dal cielo per i narcisisti psicopatici che cercano persone da controllare e ammaestrare a loro piacimento facendo leva sui sensi di colpa, seduzione, manipolazione. Occorre uscire dall'idea che al mondo o si è STRONZI SFRUTTATORI  o si FA DI TUTTO PER PIACERE. C'è una terza via: ascoltare gli altri ma soprattutto se stessi, dare valore ai proprio bisogni, desideri, qualità, progetti, sentimenti. Diventare ciò che si desidera aldilà degli altri, ma sempre in relazione con gli altri.

venerdì 28 aprile 2017

Tempo, consapevolezza, aiuto per uscire da relazioni tossiche



TEMPO, CONSAPEVOLEZZA, AIUTO, questi sono i principali ingredienti per ricominciare. Si impiegano anni per riprendersi dal dolore, dalla delusione, dal disorientamento, dalla rabbia. Il tempo è fondamentale ma non basta. Occorre capire e cambiare radicalmente la prospettiva rispetto a molti aspetti della vita. Una salda rete di protezione fatta di persone care e esperti è altrettanto utile.
 
Solo per guarire dalla TRINAGOLAZIONE serve moltissimo tempo perché l'esperienza è allucinante. Il narcisista psicopatico per avere più potere e controllo sadico, non solo tradisce o flirta con altre persone, ma introduce costantemente il senso del CONFRONTO e della INFERIORITÀ. Già il tradimento lascia in chi lo subisce un forte senso di insicurezza e complessi di inferiorità che lo inducono a confrontarsi senza sosta con il rivale. Ma con la triangolazione il narcisista tradisce, poi sbatte in faccia allegramente il rivale, senza provare vergogna né rimorso. Gode nel mostrarsi felice e contento con la nuova vittima, nel farsi vedere sui social o in giro per la città.
 

Come ho già detto non trovo le parole per descrivere l’entità dei DANNI EMOTIVI che questo comportamento provoca, soprattutto se a compierlo è chi un tempo si era mostrato come l’anima gemella. Infatti mentre il narcisista psicopatico finge, simula, indossa una maschera creata ad hoc per ingannare il malcapitato di turno, la vittima vive la relazione come se fosse vera, reale, si innamora davvero. Capire in un modo così apparentemente assurdo che quella persona non è mai esistita è davvero crudele.
 
Nessuno nasce sapendo, nessuno ce lo spiega da piccoli purtroppo che esistono persone al mondo che fingono in questo modo per sfruttare gli altri al fine di ottenere i loro scopi senza alcun ritegno. Per le persone normali depredare le migliori qualità umane come bontà, empatia, compassione non ha senso, non si spiega, richiede tempo per essere accettato. Scoprendo la dura verità si rimane disgustati, inorriditi e la visione del mondo non sarà mai più come prima.
 
Però una volta scoperti i narcisisti, psicopatici, borderline, istrionici, e dopo aver capito come funzionano, la situazione comincia a cambiare. Finalmente I CONTI TORNANO e i comportamenti hanno una logica che non è la pazzia della vittima. Occorre molto tempo per venire a patti con questi disturbi della personalità. Si scopre amaramente che la malvagità delle persone è a volte enorme. Ci si sente svuotati, paranoici, ansiosi. La guarigione richiede un NUOVO EQUILIBRIO tra la nuova consapevolezza e il vecchio spirito fiducioso.

giovedì 27 aprile 2017

Si può guarire dal vampiro narcisista

 
Per quanto possa sembrare difficile, lontano, improbabile, è garantito che ad un certo punto, se lo si vuole davvero, SI PUÒ GUARIRE dall’incontro con un narcisista psicopatico. Non è certo e non è scontato, ma si può guarire e stare molto meglio di prima. Alcuni non sopravvivono, rimangono ingabbiati nella manipolazione, nell’abuso e nel dolore tutta la vita. Se non muoiono fisicamente, muoiono emotivamente. Si spengono, finiscono le energie, si lasciano andare ad un eterno fiume di dolore.
 
ALTRI REAGISCONO. CAMBIANO RADICALMENTE. Riescono a prevalere nella lotta tra bene e male, tra amore e odio, tra rispetto di sé e la prostituzione emotiva alla ricerca di amore e approvazione. Riescono ad estrarre la medicina dallo stesso veleno che ha prodotto la malattia. La vittima deve capire che il vampiro si è insidiato in una zona occulta e glaciale del cuore dove da anni è aperta una ferita mai elaborata.
 
La parte difficile è riconoscere il proprio CARNEFICE INTERIORE che ci ha indotti ad essere ingabbiati in un perverso meccanismo fatto di dolore, seduzione, manipolazione, abuso. L'arrivo del narcisista psicopatico, a ben vedere, è dunque la conseguenza di un carnefice interiore che voleva venire alla luce e si è reso vivo attraverso la persona malsana con cui si è instaurata una relazione malsana.
 
Per guarire davvero non basta il CONTATTO ZERO, non è sufficiente sapere tutto del narcisista psicopatico per non ricadere nella rete. Oltre a colpevolizzare giustamente chi fa soffrire nonostante abbia ricevuto amore, occorre guardarsi dentro, affrontare quella ferita sanguinante, quella paura profonda, quel mostro interiore che ha preso vita nell’incontro col vampiro emotivo.
 
Si guarisce davvero solo attraverso un PERCORSO DI PURIFICAZIONE difficile e doloroso che porti a guardarsi dentro oltre che scappare ed evitare il male. Solo a quel punto l’incontro con il narcisista psicopatico diventerà un ricordo. Anziché essere un incubo assillante che toglie il fiato, rimarrà una esperienza negativa che non fa più rumore con ricordi ossessivi. Anzi si può trasformare in qualcosa di molto buono, perché solo dalla merda nascono i fuori.
 
Ciascuno intraprende un viaggio diverso. Alcuni dopo essere guariti dal narcisista e dal proprio narcisismo non vogliono più sentire parlare di disturbi della personalità. Altri rimangono per aiutare altri sopravvissuti ad uscire dall’oscurità.

mercoledì 26 aprile 2017

Abbiamo dentro la nostra cura dai narcisisti psicopatici


Abbiamo dentro la nostra malattia. Abbiamo dentro la nostra cura.
Un veleno può uccidere, ma a piccole dosi può curare.
Una medicina può curare, ma a dosi troppo elevate può uccidere.
 
Anche nei rapporti tra persone normali si corre il rischio di soffrire, le cose possono non andare e ovviamente possono anche finire. Non tutte le relazioni che ci fanno soffrire sono malsane. Nella vita una certa dose di sofferenza è nomale, fisiologica, direi persino salutare. Difficilmente qualcuno diventa una persone migliore senza una dolore, un ostacolo, un lutto da elaborare.
 
La relazione con persone distruttive, perverse, malvagie è diversa perché il tempo non è costruttivo, tutto svanisce nel nulla, ed è evidente la ricerca di potere, controllo, il voler far del male all’altro a prescindere da tutto. In questo caso l’incubo che hanno vissuto o vivono tante persone è molto simile se non identico. La cosa che cambia maggiormente è la durata dell’incubo. A volte una vita intera.
 
La GUARIGIONE avviene quando si riesce a spostare finalmente l’attenzione dall’aguzzino alla vittima, dalla persona malsana a quella più sana. Capire cosa si ha perso, quanto si ha sofferto inutilmente e soprattutto trasformare la brutta esperienza in una buona occasione per imparare, cambiare, diventare persone diverse. METTERE PALETTI, maturare una forte identità personale, RISPETTARE SE STESSI prima degli altri. Esaminare le proprie paure, debolezze, ferite mai elaborate del tutto per creare poi relazione più sane e felici.
 
Una volta imparato a identificare e riconoscere gli individui tossici ci si rende conto che rapporti con loro non portano da nessuna parte, è tutto tempo perso, sono una garanzia di sofferenza. Invece di provare a guarirli, cambiarli, salvarli, molto meglio investire energie preziose nei rapporti con persone normali, dotati di pregi e difetti, ma empatiche e se è possibile buone. La bontà è ormai considerata un difetto, una debolezza, un problema. La bontà d’animo, aldilà di tutto, è invece la cosa più importante da ricercare nelle persone. Bontà, altruismo, empatia sono una valore assoluto, una ricchezza infinita.

lunedì 24 aprile 2017

Genitori narcisisti

 
 
Anche se le probabilità di cambiare un narcisista presente nella propria vita sono davvero minime, capire come sono diventati così può aiutare a sviluppare un'obiettività che permetterà di non farsi inutilmente irretire da loro egoismo.
 
Decisivo comprendere che il narcisismo è dovuto sia a fattori innati che a fattori ambientali, cioè dipende in gran parte dalle prime relazioni che hanno avuto. Capire questo serve in primo luogo a escludere che sia la vittima di turno la causa del loro comportamento. Nulla dipende dal comportamento del partner, dai suoi ipotetici o reali difetti, da ciò che fa o dice. I primi legami affettivi sono alla base di uno spirito empatico così come sono alla base di un comportamento egoistico e narcisistico.
 
Poiché, per definizione, i narcisisti non considerano veramente i bisogni e i sentimenti altrui, se ne deduce che non sono stati educati alla intimità e alla affettività. Anche se sono stati soddisfatti i bisogni fisici, pratici, economici, qualcosa a livello profondo è mancato. Molti narcisisti tra le altre cose dicono di essere stati amati, rifiutano l'idea che sia loro mancato qualcosa a livello profondo. Eppure la loro incapacità cronica di mettersi nei panni degli altri, se non per imitazione, indica che la realtà è ben diversa.
 
Sovente ci si trova di fronte a ritratti idealizzati dei famigliari. Fisicamente magari presenti ma emotivamente estremamente distanti. I bambini hanno bisogno che qualcuno gli insegni a parlare delle loro frustrazioni. Hanno bisogno di parlare di che cosa li fa sentire feriti e sviluppare la capacità di ascoltare gli altri quando esprimono le loro emozioni. In altre parole dietro c'è sempre un problemi di legami distorti, malsani e si parla troppo poco dei genitori narcisisti.
 

sabato 22 aprile 2017

Persone Buone vs Narcisisti Psicopatici


 
Mi riallaccio al problema del 15%. Il 15% della popolazione è composto da soggetti che possono rovinare la vita a qualcuno. Una volta provato il CICLO DI IDEALIZZAZIONE-SVALUTAZIONE sulla propria pelle, lo si può riconoscere in tutti gli ambiti della vita. Genitori abusanti, partner carnefici, amici cinici e sfruttatori, capi aguzzini, manipolatori aziendali, politici bugiardi e pieni di maschere. Grazie alla consapevolezza e alla conoscenza diventa difficilissimo convivere con persone che tentano volutamente di danneggiare, manipolare, ingannare e controllare gli altri. Il male non è più un concetto astratto e oscuro ma lo si osserva nel vivere quotidiano.
 
Le cose più strane diventano chiare, si uniscono i punti e la figura appare evidente, ciò che sembrava frutto del caso non lo è più. Chi legge e si informa ha strumenti, ma ci sono ancora tante persone in attesa di risposta, persone buone, che hanno cominciato a dubitare delle proprie qualità migliori. È frustrante pensare che brave persone ogni giorno possano cadere vittime di vampiri emotivi che gli possono rovinare la vita senza che si possa fare nulla. Sono ancora pochi i soggetti che hanno imboccato la strada della ricerca, della comprensione delle dinamiche nei rapporti con narcisisti psicopatici.
 
Quanti sono ancora prigionieri del ciclo idealizzazione e svalutazione? Che vivono nell’incubo senza capire nulla? Che si ostinano a rimanere in una relazione distruttiva nonostante i continui maltrattamenti? Che cercano in tutti i modi di scendere a patti, di far ragionare individui psicologicamente incapaci di dare e ricevere amore?

Il problema è enorme. Ad essere ottimisti una persona su sette ha la tendenza innata a manipolare, sfruttare, idealizzare e svalutare, far soffrire, depredare gli altri. Alla ricerca di continue vittime passano da una preda all’altra. A mio avviso si profila una nuova forma dell'eterna LOTTA TRA MALE E BENE. Le storie sui cattivi e il male nel mondo ci sono dagli albori dei tempi. Abbiamo assistito a tante forme in cui la cattiveria si è manifestata: nazismo, lotta di classe, caste, sessualità, colore della pelle, etnia eccetera.

Per me è in gioco il futuro dell’empatia e dell’amore. La posta in palio è molto alta. Le migliori qualità del genere umano come bontà, gentilezza, altruismo, generosità, empatia possono essere sfruttate come punti deboli, possono diventare una fonte di grande sofferenza in una società altamente narcisista e psicopatica.
 
In altre parole. Il mondo si dividerà sempre più tra PERSONE BUONE CHE HANNO SENTIMENTI e PREDATORI UMANI CHE NON SENTINO NULLA, sfruttano manipolano, abusano, fanno soffrire. Diventa determinante individuare, capire con chi si ha a che fare ed in base a questo comportarsi di conseguenza per poter stare bene con se stessi e con gli altri. In relazione a chi si ha di fronte, anche le migliori qualità personali vanno declinate nel giusto modo per non soffrire e proteggersi. Altrimenti si corrono rischi gravissimi.

venerdì 21 aprile 2017

Dissonanza cognitiva


 
A chi manca il rapporto con l’ex narcisista psicopatico significa che è posseduto dal suo spirito immondo, cioè è perseguitato dal miraggio creato dalla sua capacità di incantare, ipnotizzare e sedurre. È caduto in una sorta di TRANCE IPNOTICO, generato dalla formidabile strategia di MANOMISSIONE DEL DESIDERIO. Occorre cercare di uscire da questa trance, svegliarsi prima possibile, con grande forza di volontà, lasciando la zona dei morti viventi, per passare alla VITA VERA.
 
La DISSONANZA COGNITIVA è la principale fonte di sofferenza. “Con chi ho passato del tempo e di chi mi sono innamorato? Con la bella persona, ideale animale gemella o con quella fredda, spietata, cattiva, bugiarda?
 
Funzionano in due fasi:
1) Nella prima sono compagni ideali perché simulano tutto a specchio mostrando solo quello che l’altro vuole vedere, sentire, provare.
2) Nella seconda fase, quando hanno ottenuto il legame stretto, si mostrano davvero per ciò che sono, predatori umani che cercano  solo potere, controllo e perseguono i loro fini senza scrupoli usando e abusando.
 
Il problema è che la vittima nella prima fase la vittima si sente bene, troppo bene. Un bombardamento d’amore la travolge, si sente capita, compresa, amata come mai prima. Attenzioni, complimenti, regali, situazioni, mail, messaggi, sesso che rendono quel periodo (finto) meraviglioso. Tutto ad una intensità formidabile mai provata prima. Si pensa di aver trovato il vero amore, l’anima gemella che ti comprende, desidera e ama in modo incondizionato. Il sogno di tutti. Peccato sia finto.
 
NULLA ERA VERO. Tutto era pura e semplice ILLUSIONE, SIMULATO, FASULLO, creato ad arte per agganciare la vittima e creare un VINCOLO TRAUMATICO paragonabile ad una DROGA. L’uscita dalla relazione ideale devasta la vittima. Il dolore è simile ALLA MORTE DI UNA PERSONA CARA. È un lutto senza avere un morto. Lo psicopatico uccide il personaggio che aveva creato per manipolare e raggiungere i suoi obiettivi.

 
Da qui nasce la DISSONANZA COGNITIVA. Facciamo i conti con DUE IMMAGINI distinte: la PERSONA BUONA e il MOSTRO SENZA ANIMA. Una forma di difesa del cervello per sopravvivere ad un doppio messaggio di cui uno troppo doloroso è cercare di tagliare via tutto quello che fa soffrire e tenere solo quello che è piacevole e bello. Lo psicopatico usa questo per continuare nel tempo a MANIPOLARE, TRIANGOLARE, MENTIRE, ABUSARE. Devi accettare la realtà in cui tutto è una illusione e una manipolazione. Occorre fare un bel RESET e CONTATTO ZERO. È come disintossicarsi da una POTENTE DIPENDENZA.
 

giovedì 20 aprile 2017

Il problema del 15% dei narcisisti psicopatici e simili


 
Jackson Mackenzie nel libro suo libro “Questo amore fa male” introduce un concetto per me molto importante: l’enorme problema del 15% del Cluster B.
Studi accreditati riportano numeri impietosi:
6% della popolazione soffre di disturbo NARCISISTICO;
5% della popolazione soffre di disturbo BORDERLINE;
2% della popolazione soffre di disturbo ISTRIONICO;
4% della popolazione soffre di PSICOPATIA-SOCIOPATIA.
15% totale della popolazione è nel CLUSTER B.

Emerge che su 100 persone 15 possono tranquillamente rovinare la vita a qualcuno perché sono a piede libero, perfettamente integrate nella società, difficilissime da individuare. Mi sembra che il tutto sia molto semplice da comprendere, ma anche allarmante. A mio avviso poi queste percentuali sono destinate ad aumentare in modo esponenziale nel giro di pochi anni (forse già sono già aumentate). SONO PATOLOGIE DILAGANTI.
 
Il vero problema è che pochi conoscono qualcosa rispetto a questi disturbi di personalità per cui pochi hanno possibilità di prevenire e difendersi. Perdipiù se provi a parlare di questi argomenti con chi non ha avuto una esperienza diretta trovi un muro di diffidenza e si rischia di passare fissati, ossessivi, strani. La massa pensa che i narcisisti psicopatici siano solo negli articoli di giornale o nei film che si guardano in tv. Invece possono essere drammaticamente accanto a noi o nel nostro letto.
 
Questa profonda ignoranza di base offre ai narcisisti psicopatici un enorme vantaggio, permette loro di mimetizzarsi, di non essere scoperti e vivere tranquillamente la loro vita. Questi disturbi così diffusi hanno a che fare con le emozioni, l’empatia e i sentimenti che sono le principali qualità umane e determinano pesantemente la qualità della vita.
 
Psicopatici, narcisisti, borderline, istrionici hanno sintomi diversi, ma tutti presentano emozioni malate, inadeguate, superficiali o inesistenti. I segnali e le sfumature possono essere differenti ma i risultati sono sempre gli stessi:
1) Ciclo idealizzazione e svalutazione ripetuto.
2) Incapacità di instaurare veri legami naturali, empatici in cui sia presente amore e reciprocità.
3) Imitano a specchio, fanno soffrire, manipolano, seducono, distruggono emotivamente.
 
Solo se si conosce, si è informati, si capisce con chi si ha a che fare l’esperienza con questi soggetti ha un senso, trova la giusta collocazione. Può essere la buona occasione che ci cambia la vita in positivo.

mercoledì 19 aprile 2017

Malattia: effetto collaterale narcisisti psicopatici


 
I sintomi parlano. Uno degli effetti collaterali più pericolosi dei rapporti distruttivi con narcisisti psicopatici è la malattia. La mancanza di consapevolezza, i meccanismi difensivi, le maschere, i conflitti interiori non elaborati hanno come enorme rischio, la malattia. Il dolore trova una via e si trasforma in sintomo. Il concetto non è nuovo, anzi è ormai assolutamente scontato ma ricordarlo è sempre importante. Spesso vale anche per i carnefici, in questo c'è una maggiore parità anche se i disturbi tendono a variare. In entrambi i casi i sintomi parlano, eccome.
 
Molte malattie possono essere la diretta conseguenza di relazioni malate e distruttive. Il massimo è l’istigazione al suicidio. Allontanarsi è la principale forma di prevenzione. Non è facile provare la correlazione diretta tra abuso psicologico e malattia ma è certo che il nostro corpo somatizza nella sua materia quello che lo spirito subisce in tutta la nostra anima.
 
Ecco come un dispiacere può concretizzarsi in malattia.
Il nostro corpo somatizza nella sua materia quello che il nostro inconscio tace, lo urlano le nostre malattie dolori e malesseri. La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima. Tra conscio e inconscio. Tra parte sana e parte malsana.
 
Quando ti manca calore affettivo, basta una minima corrente d’aria fredda e subito prendi un raffreddore. Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange. Forti mali di schiena (ovvio non causati da un peso caricato male) ti dicono che stai subendo un dolore, porti con te un peso un trauma una tristezza immensa; il mal di gola “tampona” ti assale sicuramente quando hai tanti dolori da sfogare ed afflizioni da dire e non hai con chi confidarti. Quando una persona non la sopporti, non la digerisci e la devi sopportare ti viene acidità allo stomaco, le coliche spesso sono rabbie accumulate che non riesci a sfogare.
 
Il diabete “invade” quando la solitudine ti attanaglia. Il cancro ti divora come l’odio che corrode l’amore mancato. Il corpo ingrassa quando sei insoddisfatto o dimagrisci quando ti senti logorato. Dubbi preoccupazioni ansietà ti portano via il sonno e soffri di insonnia. Se non trovi un senso alla tua vita la pressione del cuore rallenta o accelera quindi ipotensioni e pressioni alte al cuore sono sbalzi che ti condizionano l’umore e le forze. Il nervosismo aumenta i respiri, come se ti mancasse l’aria, donde dolori al petto ed emicranie (molti fumatori prendono aria extra dal fumo fatidico ed effimero che li rilassa in maniera compensatoria ma illusoria). La pressione “sale” quando la paura imprigiona.

Quando ti senti sopraffatto di un problema che sei ai limiti, allora la febbre ti assale, le frontiere dell’immunità sono all’erta. Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega. le artrosi vengono quando la tua mente non si apre, sei troppo rigido e i muscoli ti si contraggono. I crampi indicano che stai subendo una situazione ai limiti della sopportazione. La stitichezza ti indica che hai residui nel tuo inconscio, hai segreti che ti otturano (quanta merda ci teniamo dentro che non è utile) e non trovi chi ti comprenda senza giudicarti. La diarrea è un atto di difesa dell’organismo che vuole eliminare ciò che percepisce come dannoso (come il vomito) vale per i virus ma anche per le situazioni, i sentimenti… forse chi ha diarrea non riesce a trattenere o assimilare.
 
La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino. Ascolta il tuo corpo ed impara a guarire con il tuo spirito, non c’è altra medicina che la tua stessa natura non possa darti. E’ ovvio che non generalizziamo, non è un catalogo farmacologico ma una linea guida… chi una preoccupazione la somatizza nella testa (emicrania) chi nello stomaco (indigestione). E i bambini? pur innocenti sono spugne emotive e recepiscono ogni energia negativa di chi li sta accanto, non per caso i bambini più sani sono quelli che crescono in famiglie unite ed amorose. L’amore è vita, dunque qualsiasi mancanza d’amore produce in noi morte: psichica, mentale, emotiva e alla fine anche fisica.
Malattia linguaggio dell’anima.