Il
narcisista ha una paura inconscia della relazione d’amore, teme l’amore perché lo
considera come il mettersi alla mercé del partner, dal quale potrebbe essere
dominato, deluso, ferito, abbandonato come è accaduto nel suo passato. Da qui il
bisogno di controllare la relazione per dominarla e difendersi, fino ad
arrivare al punto dal fare all’altro quello che non vorrebbe fosse fatto a
se stesso. Così con la seduzione e la manipolazione aggancia il compagno ma
allo stesso tempo lo fa soffrire, lo rende infelice, debole, succube.
Anche la vittima però, ha sovente una paura inconscia dell’amore e dell’intimità.
Una persona sufficientemente sana non dovrebbe amare ed essere attratta
sessualmente da una persona che dopo la fase iniziale viene vissuta come
inaffidabile, fredda, minacciosa, aggressiva, frustrante e negativa. O quantomeno una volta scoperto l'inganno dovrebbe andarsene a gambe levate. Non ha senso chiedere amore a persone del tutto inaffidabili e malvage. La
manipolazione ha effetti molto potenti ma in teoria una persona davvero
equilibrata non dovrebbe continuare a dare potere ad un vampiro affettivo. Dovrebbe
invece avere e conservare un sufficiente amor proprio che gli consenta di
scappareda una relazione negativa, che se mantenuta ad ogni costo, garantisce
solo tanta sofferenza.
Appare quindi evidente che aldilà della componente
razionale che cerca e desidera un sano rapporto d’amore, c’è una componente
inconscia molto potente, scissa, mai del tutto elaborata che teme e
rifiuta (come il carnefice) un rapporto di vero amore, affetto, intimità. Dietro la sofferenza della vittima
c’è spesso una volontà inconscia di soffrire, una parte della personalità capace di
scegliere amori sbagliata. C’è un scelta di rimanere succubi, evitando l’amore
vero e la vera intimità.
Dal
punto di vista teorico parlare indifferentemente di Psicopatico integrato,
Narcisista, Borderline, Istrionico non è corretto, qualsiasi psichiatra, psicologo
o esperto potrebbe sollevare infinite osservazioni e critiiche. Chiedo scusa, ammetto la colpa. Questi
soggetti hanno disturbi di personalità con tanti tratti simili ma anche con
differenze.
2) “CLUSTER B” PUNTO DI VISTA
DELLA VITTIMA
Dal
punto di vista della vittima, delle persone normali che si relazionano con uno
Psicopatico integrato, Narcisista, Borderline, Istrionico è del tutto corretto trattarli
come se fossero identici. La fine per sopravvivere e stare meglio è sempre e
solo la stessa. Fuga
e contatto zero. Anche quando questi soggetti hanno qualche sentimento e una
minima empatia il tutto è insufficiente anche perché il governo delle loro
emozioni è limitatissimoe la sofferenza
garantita. Scappare!
Contatto Zero! Non esiste altra via d’uscita in tutti i casi.
3) STRONZI
“Stronzi”
o “Teste di cazzo” forse sarebbero definizioni più corrette aldilà della
diagnosi psichiatriche. L’egoismo è un aspetto negativo del carattere più sopportabile.
Lo stronzo o testa di cazzo, è diverso. Oltre a essere egoista fa del male
deliberatamente. Abusa, approfitta, scarica rabbia, prende per il culo, deruba
di soldi e energie, e il senza alcun senso di colpa. Ritiene che sia giusto, si
giustifica con scuse e idee assurde.
4) NUMERI
FERMI
I
contatti sono ancora al palo. Non decollano. Il blog non parte. Dato
estremamente negativo ma anche estremamente positivo.
5) AVVITARE
LE LAMPADINE
Spesso
le vie della consapevolezza e dell’illuminazione per stare meglio passano per lampadine
che devono solo essere avvitate.
Spesso
per la vittima era già tutto estremamente chiaro già da tempo.
Spesso la vittima vive con
uno stronzo come compagno senza rendersi conto della distruzione psicologica a
cui sono sottoposti, distruzione che avanza per mesi, anni o tutta una vita.
6)
PASQUA E RICONTATTO
Non
ho mai amato le festività in genere. Utili perlopiù ai bambini. Aumentano a
dismisura le maschere, la finzione, i gesti stereotipati, riti vuoti di
contenuto. Aumenta a dismisura anche il RISCHIO da parte delle vittime di
essere ricontattate con bel messaggio o telefonata di auguri. Un gesto carino
utilizzato come aggancio per ripartire col ciclo infernale.
7) SOCIETÀ PSICOPATICA
Leggendo
i giornali in questi giorni appare evidente come viviamo ormai in una società
con spiccati tratti narcisistici e psicopatici. Capi di stato, guerre, cronaca
nera, e tanto altro mostra come il solco sociale si sia ampliato e sempre più
persone ci cadono dentro. Il solco sociale verso questi
disturbi è molto più largo rispetto al passato, più persone ci finiscono
dentro.
Per i narcisisti la vera l’intimità
è come la Kryptonite per Superman.
HANNO IL TERRORE DELL’INTIMITÀ
perché equivale a esporsi, mostrarsi per come si è, magari fragili e bisognosi.
Nell’intimità non ci si può nascondere dietro una maschera o un’immagine.
Presuppone il saper dipendere da qualcuno e saper accettare che qualcuno
dipenda da te. I narcisisti possono usare il coinvolgimento sessuale in modo da
evitare la vera intimità. Il sesso diventa un atto meccanico, fortemente
eroticizzato, mentre le emozioni si focalizzano su partner immaginari. Il solo sesso non richiede la stessa apertura, può essere usato per nascondere il sé e
i sentimenti. È una fuga dall’intimità.
COMPLICITÀ NON È INTIMITÀ. L’illusione della fusionalità totale e la
complicità sono una droga perché inducono a credere che l’altro ti ammiri, ti
apprezzi, ti desideri. Chi vive di maschere ha PAURA DELL’INTIMITÀ perché apre
alla dipendenza, alla fragilità, ai sentimenti. Li fa sentire nudi, in
pericolo, vulnerabili, senza veli.
MAI
SOLI MA E MAI
DAVVERO IN DUE. Devono piacere, dare piacere,
sentirsi speciali unici, fare sentire l’altro speciale e unico. Hanno bisogno
che qualcuno li gratifichi costantemente. Valere significa conquistare,
sentirsi coinvolti in relazioni intense in cui vengono ammirati e gratificati. HANNO IL TERRORE DI STARE SOLI. Per
questo passano da una storia all’altra cercando di avere sempre un supporto per
la loro falsa immagine.
ENTRANO E ESCONO DA RAPPORTI IN CUI SONO COINVOLTI. Più sono coinvolti
e più scappano. Funzionano solo per circoli virtuosi di breve periodo, solo se positivi, solo se
amati e ammirati per sostenere la maschera. Scappano dall’intimità
scappano dalla fragilità. Se qualcuno li scopre fragili per loro è
inaccettabile. Inoltre fuggono se l’altro diventa importante per punirlo e
punirsi.
“Ti ODIO PERCHÉ CONTI PER ME". Proprio perché tu hai un valore,
sento di dipendere da te, per cui odio dover dipendere, odio dover ammettere di
non poter bastare a me stesso”. Hanno
paura dell’amore, del mostrarsi per come sono. Paradossalmente più
li ami e più ti odiano. Mettono sempre
alla prova. Sfidano, provocano, non hanno empatia, non sanno essere base
sicura. Più sentono di dipendere da qualcuno e più lo fanno soffrire.
UN BAMBINO NON ASCOLTATO è all'origine di tutto. Tutto parte da un bambino
che ha visto non accolti e ascoltati i suoi sentimenti, specie quelli connessi
alla fragilità, intimità, dipendenza. Un bambino che cerca la base sicura e la
dipendenza sana ma viene rifiutato e non accolto. Ad esempio il PIANTO NON
ASCOLTATO E ACCOLTO porta prima o poi a soffocare il proprio desiderio di
contatto fisico per non sentire più dolore e frustrazione. A questo punto il
bambino per non soffrire è costretto ad accettare la realtà in cui il desiderio
di contatto e intimità, vicinanza non può più essere espresso. Così si gettano
le basi per avere un adultonarcisista.
Quando il narcisista psicopatico
si allontana dalla vittima e la vittima da lui, l’autostima di quest’ultima è praticamente
nulla dopo la campagna di disprezzo e l’aggressività subita. Riesce a far sentire l’altro
una persona senza alcun valore. C’è
solo un’arma per far fronte alle umiliazioni e al dolore che procura:
CONTATTO ZERO. Significa che non si può per nessuna ragione e con nessun mezzo avere
contatti con questi soggetti. Per sempre.
Mantenere il contatto zero
richiede un GRANDISSIMO SFORZO, un vero e proprio ALLENAMENTO mentale perché il
narcisista psicopatico precedentemente ha creato una profonda alterazione nella
mente della vittima per vincolarla e depredarla. In particolare fronteggiare la
manipolazione è arduo per chi non è abituato, come giocare un’eterna
partita a scacchi. La vittima deve tornare a SENTIRE LE SUE EMOZIONI,
riprendere ad avere SENSO CRITICO, amor proprio, sviluppare le QUALITÀ e ATTITUDINI
che aveva prima del malaugurato incontro.
QUANDO CI SONO DEI FIGLI il
contatto zero diventa difficile e si deve trasformare in CONTATTO MINIMO. Il
consiglio è che quando ci sono dei figli si deve cercare il più possibile di
delegare i contatti a TERZE PERSONE. Avvocati, parenti, amici. Se non è
possibile non si deve comunque MAI EMPATIZZARE e le parole vanno ridotte al minimo.
Mai far conoscere aspetti della vita privata, sentimenti, emozioni, positive o
negative che siano. Non cadere nel ricatto del mantenere dei contatti per i
figli. Mai e poi mai faranno davvero qualcosa per qualcuno, figli compresi. Al limite
si dovrà solo cercare di sanare le ferite che procurano loro perché non conoscono
il "dare amore" ma solo potere, controllo e manipolazione. Il CONTATTO ZERO DEVE DURARE
TUTTA LA VITA. Mai e poi mai si potrà ottenere un distacco cordiale come potrebbero
essere quello tra due persone normali che si lasciano. Le regole che valgono per i rapporti
normali fondate sul dialogo con questi soggetti non valgono. Separazione e
divorzio devono passare obbligatoriamente tramite un buon AVVOCATO. Non sono persone come le altre,
non hanno coscienza, anima, senso di colpa. Sono interessati solo agli aspetti
materiali, cercano sempre di controllare e parassitare la loro vittima a tutti
i costi.
Il CONTATTO ZERO È ESTREMAMENTE
DIFFICILE ALL’INIZIO soprattutto per persone empatiche. Non dire ciò che si
pensa, non parlare, stare in silenzio, non avere rapporti alle persone
empatiche crea ansia, paragonabile ad affrontare una impresa impossibile. Richiede
forza e accettazione del dolore per non tornare ad essere abusati e distrutti. Tra l’altro spesso la vittima si
sente in colpa, pensa di meritare tutto questo dolore per i difetti che ha, per
le mancanze che il vampiro gli ha fatto credere di avere. Questo è l’errore più
grave perché in questo modo si rafforza il carnefice, gli si da
un potere enorme, si finisce per fare il suo gioco.
La RETE DI PROTEZIONE
È FONDAMENTALE. La vittima dopo la rottura è debole, fragile, svuotata,
disorientata, ha un estremo bisogno di appoggio e sostegno. Le ferite sono
profonde, restano cicatrici profonde che hanno bisogno di tempo per guarire. L’unica
forma di vittoria è la distanza e l’indifferenza. Nessuna vendetta, nessun
tentativo di trovare accordi, nessun senso di colpa per le proprie supposte mancanze.
SI DEVE LASCIARE ANDARE QUESTI SOGGETTI. Niente ha senso con loro. Lasciare
andare ricordi, rimpianti, progetti, illusioni. Tutto il passato va riavvolto e riletto
con occhi diversi. Tutto era fondato su basi di non amore.
La miglior vendetta è L’INDIFFERENZA,
il NON DARE POTERE A QUESTI PREDATORI UMANI. Essere dimenticato e non avere
potere è la cosa che fa più soffrire un narcisista psicopatico. Il castigo
peggior per lui è vivere meglio senza di lui. Ogni contatto va eliminato anche perché
non ha senso. È come cercare di convincere di qualcosa un leone o un
coccodrillo.
Libri, siti specializzati, pagine
facebook, blog, articoli, pubblicazioni, video dedicati, seminari, incontri,
gruppi di lavoro, cresce a dismisura la sete di informazione rispetto alle
problematiche della vita amorosa, rapporti distruttivi, vampiri affettivi, disturbi
di personalità, relazioni malate, narcisisti, psicopatici integrati,
borderline, dipendenza affettiva, rapporti come incantesimi maligni.
Conoscenza, informazione, consapevolezza,
sono alla base per poter comprendere, affrontare e guarire da
rapporti basati su abusi, manipolazioni, violenze psicologiche. Tutti
strumenti estremamente utili per comprendere dinamiche complesse e per
acquisire indicazioni pratiche. Se non si hanno parole per descrivere e capire
cosa accade si rischia di uscirne a pezzi, di
diventare pazzi.
Chissà quante false vittime si nascondono
dietro a tutto questo?
Chissà quanti sono i predatori
mascherati da pecore?
Chissà quanti sono coloro che
si spacciano come vittime delle proprie vittime?
Si perché i soggetti perversi
sono artisti nel porsi come vittime. Soprattutto nella fase
iniziale della conoscenza si presentano come vittime del mondo intero. Trovano sempre
il modo di individuare un capro espiatorio. La colpa è sempre di altri,
sbagliano sempre gli altri, loro non sono mai responsabili. Love bombing, splendore
superficiale, vittimismo sono le strategie più utilizzare da questi soggetti
per agganciare la persone nel mirino.
FARE LA VITTIMA PORTA OTTIMI RISULTATI. Soprattutto con le persone buone che non credono al male nel mondo. Così
tutti i suoi ex sono delle persone malate, cattive, brutte, piene di problemi.
Sul lavoro sono i più professionali ed efficienti ma il capo è un incompetente,
paraculato. Se rivestono il ruolo di capi hanno collaboratori incapaci,
invidiosi da tenere a bada e sottomettere. In ogni contesto il narcisista
psicopatico si spaccia come il “santo di turno” incompreso e vessato, mentre
gli altri sono sempre cattivi e malvagi.
Il primo suggerimento degli
esperti è quello di affidarsi al PROPRIO ISTINTO. Vero, potenziare il proprio
istinto è un gran antidoto. Ma il più delle volte le vittime hanno un
senso critico azzerato, alterato da anni e anni di continua manipolazione anche
perché sono state scelte proprio per la loro maggiore predisposizione ad essere
manipolate. Vivono sotto incantesimo. Hanno spento tutti i sistemi di allarme
da tempo.
In sostanza è davvero complicato
individuare una vera vittima da una falsa vittima. Criminologi, esperti
psichiatri, psicologi spesso si trovano in estrema difficoltà nel smascherare
questo genere di soggetti perché sono abilissimi a
indossare i panni del martire.
Personalmente diffido da tutti
coloro che ostentano vittimismo. Da chi non fa altro che lamentarsi, criticare,
piangersi addosso. So che è una semplificazione eccessiva ma comunque utile perché si tratta sempre di persone che tolgono energie vitali anche
qualora non siano malvagie.
LE VERE VITTIME NON FANNO LE VITTIME. Hanno solitamente un forte senso di
pudore nel mostrarsi come tali, minimizzano la loro sofferenza, giustificano il
carnefice, si vergognano degli abusi subiti, evitano di parlarne specie se sono
uomini. Le
false vittime passano tutto il loro tempo a presentarsi come vittime, le vere vittime cercano di andare avanti. Per
distinguerle ci vuole tempo, preparazione, attenta analisi dei particolari,
indagini accurate, e ci si può sbagliare.
C’è
qualcosa che può confortare le persone che hanno avuto la disgrazia di
relazionarsi con un narcisista psicopatico nella loro vita. NON
SONO PERSONE INTERESSANTI, né utili per la felicità di qualcuno. Una volta
capiti, svelato il mistero, imparato il loro funzionamento appare chiaro che in
realtà sono alquanto insignificanti. Dietro alla maschera di splendore non c’è
nulla di davvero interessante. Oltre a manipolare, fingere, approfittare,
depredare hanno poco da dare al genere umano.
Come
dicono tutti la cosa migliore da fare è vivere bene. LA MIGLIOR VENDETTA
È STARE BENE, prima di tutto con se stessi. Ricominciare una vita normale
passando ampiamente oltre è la cosa migliore. Praticare il perdono ha risvolti
molto personali e richiede tempo, ma in caso ci si riesca è davvero il
risultato più bello. Anche perché il rancore è un’emozione che crea danni anche
a chi la prova per cui non ne vale la pena. Sono soggetti profondamente INUTILI per le
persone che vogliono vivere una vita degna di essere vissuta. Per questo si dovrebbe
avere nei loro confronti grande compassione una volta che si è intrapreso il CONTATTO
ZERO O IL CONTATTO MINIMO.
Un’altra
cosa che può confortare le vittime è che i narcisisti psicopatici soffrono
terribilmente di una forma cronica diNOIA, unita ad sentimento cronico di
VUOTO. Per questo sono obbligati ad essere sempre in attività, a variare sempre
i loro interessi, altrimenti contatterebbero il loro dramma interiore che è non
sentire, non provare reali sentimenti. Vivono di emozioni ma non di sentimenti.
Un eterno presente è la loro dimensione.
NON
SARANNO MAI
SODDISFATTI DI NULLA. Nulla mai riuscirà ad appagare il vuoto
interiore se non per un breve periodo di tempo. Anche quando avranno successi o
riusciranno ad eccellere in qualcosa questo ha solo una rilevanza sociale, nessuna
risonanza emotiva. Nel lungo periodo nulla li nutrirà davvero. Tutto serve
unicamente per alimentare la maschera. SENZA MASCHERE
NON SONO NULLA. Recitare tutta la vita deve essere davvero triste e faticoso. Se mostrassero la loro vera identità
tutti li respingerebbero e si allontanerebbero perché nessuna persona sana di
mente sta accanto ad un LEONE o ad un COCCODRILLO.
L’INCANTO
SUPERFICIALE, la brillantezza e la disinvoltura sono solo parte della maschera.
Inoltre queste caratteristiche gli si addicono perché non avendo empatia,
sentimenti, vergogna, non hanno alcun tipo di inibizione e sono sempre e solo
estremamente SUPERFICIALI, VOLGARI, INFANTILI, RIDICOLI. Sanno solo essere predatori
umani, l’unica cosa che gli interessa è ottenere ciò che desiderano quando lo desiderano
e se per farlo danneggiare qualcuno non gli interessa nulla. Qualche volta
provano a recitare la parte dei pentiti, ma non è altro che l’ennesima bugia per cercare
di uscirne bene. Sono bugiardi compulsivi.
Soffrono anche di un costante RISENTIMENTO. Nel fondo del cuore hanno solo un vuoto totale e non possono
sopportare che altre persone siano felici davvero, abbiamo sentimenti,
serenità, pace interiore, godano davvero di ciò che fanno. Per questo si deve
stare molto attenti alla loro RABBIA e SCATTI di vendetta distruttiva. In un
attimo potrebbero davvero perdere la testa e fare molto male a chi hanno di
fronte, chiunque esso sia.
L’unica
via d’uscita è che si annoino e lascino bruscamente il partner del momento.
Oppure che sia la vittima a stancarsi di essere abusato e se ne vada. In
entrambi i casi possono continuare a molestare in eterno. L’unica risposta è
ignorarli come se fossero una specie di mosche fastidiose, non servono a nulla
ed è una fortuna se decidono di andarsene.
1) Atteggiamento dibenevolenza.
Fare del bene, volere il bene dell'altro, non solo nella fase iniziale, ma in modo
costante. Voler bene non solo a parole ma anche nei fatti concreti.
2) Dire ciò che pensa. Sia
chiaro, non significa che sia giusto che dica tutto ciò che pensa in qualsiasi occasione,
ma più semplicemente che ciò che dice corrisponde a ciò che pensa e che fa. I fatti sono la conseguenza naturale delle parole delle dette.
3) Non essere opportunista e
parassita. I vampiri emotivi si muovono solo per interesse. Eliminati gli interessi crolla il rapporto.
4) Garantirereciprocità
positiva. Evitare l'amore a senso unico, i rapporti sbilanciati con ruoli rigidi. Sbagliato dare solo e a fondo perduto. I ruoli devono essere
intercambiabili, un dare e riceve in modo affettuoso, costante, affidabile.
5) Sa perdonare e non è rancoroso. I narcisisti psicopatici amano essere adulati e amati, oppure adorano la sfida e la lotta per il potere e il controllo. Scegliere persone che sappiano perdonare, abbiano senso di gratitudine e non siano vendicativi è un ottimo presupposto.
6) Non fa calcoli e non ha
risentimento. Qualsiasi azione non deve prevedere sempre un ritorno, un controvalore, una contropartita. Inoltre saper fare un qualcosa per l'altro senza rinfacciarlo e rimarcarlo è molto positivo.
7) Sa spontaneamente dare
intimità, tenerezza, sesso. Questi aspetti sono molto importanti. Chi vuole bene davvero desidera spontaneamente avere rapporti affettivi, intimi e sessuali con l'altro.
8) Ha empatia, sa mettersi nei panni dell'altro, si sente responsabile dei
sentimenti che provoca, cambia il suo comportamento se vede che fa
soffrire.
9) La relazione si crea col tempo.
In modo lento e graduale.
10) Rispetta i limiti della persona che ha di fronte,
qualunque essi siano, non cerca di violarli con la manipolazione.
"Non
lo so" (volevo inserire l'esclamativo ma poi mi sembrava eccessivo).
Chi
pronuncia questa frase subito attira la mia attenzione. Mi colpisce l’ammissione
di colpa, contempla l'imperfezione. Mi spaventa chi propone ricette universali, chi sventola soluzioni preconfezionate. Non lo so prevede l'attesa. Apre alla complessità.
“Non lo so” quantomeno apre al dialogo, all’ascolto, al confronto. Riporta
tutti sullo stesso piano senza teste di serie, raggruppa le griglie di partenza, sgretola il muro delle certezze o delle idee rigide
su cui rimanere arroccati.
Anche
quando sai tutto sui narcisisti psicopatici, anche quando conosci ogni cosa di
loro, cosa fai per evitarli per sempre e per stare bene senza di loro? "Non
lo so".
Anche
quando hai fatto un grande lavoro su te stesso e hai una consapevolezza enorme come
fai a stare bene, ad essere felice, a
progettare un futuro creativo e pieno di speranza. "Non
lo so".
Mi
limito ad applicare la mia personale teoria sulla pizza. Fatico a capire quando
la pizza è molto buona, speciale, fantastica. Ma riconosco subito le pizze cattive e
dopo pochi bocconi smetto di mangiarle. Conosco i miei limiti, non ho un palato
fine che sa assaporare al meglio e percepire perfettamente gli ingredienti, la
cottura, i sapori. Però riconosco alla perfezione ciò che non mi piace, mi è
pesante, non digerisco. In questo sono una bomba, ho un feedback immediato tra
stomaco e cervello.
Alla
larga dai finti guru, da chi propone ricette universali, da chi non dice mai “non
lo so”.
Sapere
è la prima cosa. Se non sei consapevole di nulla non potrai mai decidere
davvero nulla. Decidere
e assumersi delle responsabilità prevede l’errore. L’errore e il fallimento
sono alla base dell’apprendimento. Imparo solo grazie agli errori che
faccio.
Sono molto più il frutto dei miei errori che non delle mie scelte azzeccate.
Non so cosa di sicuro mi farà stare bene in eterno. Parto dall’evitare ciò che mi fa male, non ripetere
gli stessi errori, dall’allontanarmi da ciò che mi distrugge. La
ricetta per essere felice. Non la so. La
pozione magica dell’eterna serenità. Non la so. So
invece molto bene le cazzate enormi che ho fatto e che spero di non ripetere
mai più. E non so se ci riuscirò.
Disordine
che crea ordine.
Fragilità
che diventa forza.
Male
assoluto che diventa bene assoluto perché comprende il male.
Il
lato oscuro se elaborato diventa creatività, fonte di energia vitale.
La
minaccia di morte e distruzione psichica diventa la gioia estatica del nuovo
inizio.
Si
può guarire uscendo dalla prigione della rabbia depressiva o narcisistica.
Felicità è provare ad amare ed essere amati partendo da se stessi.
Non
possiamo pretendere di essere amati.
Possiamo
desiderare di esserlo e fare di tutto perché ciò avvenga. "Non lo so"...
1)
Il blog è pieno di errori. Spesso non rileggo, non ne ho voglia, il blog è pieno di errori e me vergogno,
ma capita che non ho proprio voglia di rileggere e di curare tutto nei minimi
particolari. Dovrei essere più preciso, ma non penso cambi nulla. Come è giusto che sia non voglio prendere troppo sul serio questo blog che ha anche poco senso di esistere. Infatti è nato con l'idea di condividere
appunti di quasi dieci anni di studi accaniti su: psicopatia, narcisismo, cluster B, disturbi di personalità, percorso di consapevolezza personale.
2)
Spesso mi chiedo il perché di questo blog?Come
ho già detto penso non serva a nulla, nessuno lo legge, e ha un’incidenza quasi
nulla. Il tema penso sia determinante per la vita di ogni persona ma il mezzo
ormai è del tutto antiquanto. O sei un mago dei social o la possibilità di incidere è bassissima. Quando
Vappole, molto carinamente, ha indicato un mio post sulla sua pagina facebook ho
avuto un picco di contatti che però sono subito tornati ad uno valore
irrisorio. La cosa mi ha fatto particolarmente sorridere e riflettere
3) Dare agli altri ciò che avrei voluto riceve. Alla
base di tutto c’è la voglia endemica di condividere, aiutare, spiegare. In particolare vorrei spiegare attraverso un percorso, tappe, indicazioni che avrei tanto voluto ricevere dalla mia rete di protezione. Non l'ho ricevuta, mi è mancata per cui mi illudo possa essere utile. Ormai però
mi è anche perfettamente chiara la sottostante componente narcisista, cioè la parte che
desidera essere vista, apprezzata, riconosciuta. L’eterna lotta tra essere
a appartenere.
4)
Video, video, video. Per comunicare efficacemente si devono fare dei video. Tanti,
sempre, fatti bene. Tutta la società è ormai orientata alla comunicazione
visiva, tutto è più chiaro, diretto, semplice. E' un dato di fatto assodato. Punto. Anche se scrivi da dio esprimendo concetti fantastici non arriverai mai ad essere immediato come con un video realizzato discretamente. Tutta la nostra società va in questa direzione e le menti sono ormai geneticamente modificate.
5)
Perché non faccio video?Perché
non ne sono capace, non ho voglia e tempo di preparare testi e fare le prove, non
sopporto di vedere la mia faccia e sentire la mia voce. Ma soprattutto non voglio
espormi, ho paura, l’esperienza mi ha insegnato che è meglio accostarsi al
prossimo con grande cautela.
6)
Contatti e like. Che lo vogliamo o no ormai tutti siamo immersi nella società dei “like”. Like,
contatti, condivisioni, più ne hai e più ciò che pensi, dici e fai ha un senso.
Conta la quantità dei contatti, molto meno la qualità di questi contatti.
Viviamo immersi in un mondo in cui il valore di ognuno viene misurato
quotidianamente da numeri e contatti. Questo
sia che si parli di pannolini, cucina, psichiatria, narcisisti psicopatici, scuola,
sport, musica…Questo blog ha contatti praticamente nulli per cui ciò che propongo non ha valore, se non per me stesso, ma se ha valore solo per me stesso dovrei smettere e limitarmi a sistemare gli appunti...
7)
Argomenti difficili in modo semplice. Come si fa e spiegare argomenti così difficili come quelli psicologici,
relazionali, amorosi, inerenti la consapevolezza e la spiritualità in modo
semplice, chiaro, ma non superficiale?
Non
lo so! Non ci sono regole precise. Di sicuro si deve semplificare. Quanto semplificare?
Quanto basta. Per
anni ho letto, riletto, e riletto mille volte certi concetti scritti in modo troppo tecnico, complicato, difficile. Ero motivato e
alla fine qualcosa mi è entrato in testa e nel cuore. Senza
motivazione e fatica non c’è apprendimento. Senza una forte componente emotiva non c’è apprendimento. E quando
incontri un narcisista psicopatico la componente emotiva di sicuro è a mille.
La
vita di ogni individuo è un qualcosa di unico, magico, il frutto di un’evoluzione
di secoli. Un mix incredibile di genetica, incontri, perdite, successi,
fallimenti, amori, abbandoni, forza di volontà, accettazione. Un viaggio
irripetibile. L’idea
diffusa è che dovremmo essere i protagonisti di questo viaggio, i piloti del volo.
La realtà è invece diversa.
Abbiamo un controllo molto limitato della nostra vita. Gran parte delle cose che succedono non dipendono da noi o sono determinate principalmente da forze inconsce. Per questo dovremmo
amare profondamente il nostro destino. Vivere
comporta un’accettazione compassionevole della sofferenza causata dal fatto che
molto eventi e forze sono totalmente fuori dal nostro controllo. Ci illudiamo e
neghiamo il nostro essere finiti, limitati, servitori della specie, mortali. Ma
è difficile accettare che il controllo che possiamo esercitare sulla nostra
vita sia davvero molto limitato.
Da
qui lamentele, rivendicazioni, accuse in qualità divittime. Analogamente non
consideriamo il dolore che abbiamo causato ad altri e a noi stessi. Neghiamo
anche la nostra parte distruttiva. Limitato controllo sul nostro mondo,
limitato controllo sulla nostra parte sofferente e distruttiva.
In
amore dovremmo avere la consapevolezza del dolore che possiamo avere subito, ma
anche un genuino senso di colpa che ci aiuti a prendere atto del male che
possiamo aver causato a noi stessi e agli altri. Dovremmo imparare cioè ad
accettare la nostra complessità senza pretendere né di eliminarla né di
dominarla mai del tutto.
Lamenti, recriminazioni, dubbi,
desiderio di vendetta anche quando estremamente giustificati, sono l’altra faccia del narcisismo coperta da un estremo
desiderio di dare amore. Cosa c'è di più narcisistico del chiedere amore ad un narcisista psicopatico?
Spesso poi gli amanti giocano ruoli alterni tra la
vittima e il carnefice e comunque si vampirizzano a vicenda. Smettere di
lottare contro l’altro, di demonizzarlo per ricercare in lui o lei un
impossibile abbraccio d’amore. “Mollare” è l’unica via d’uscita per stare
meglio. Più la vittima riconosce e cura la propria ferita narcisista, e più
l’attaccamento disturbato perderà di potere. Un potere che è solo la vittima a
dargli.
Invece
intrappolati dal nostro narcisismo, da consolatorie illusioni e fantasie, tendiamo a
non voler accettare la realtà, pensiamo che la vita ci debba offrire sempre e
solo momenti felici, serenità, doni. In parte avviene, ma il dolore, la
sofferenza, i problemi, la tristezza sono ineliminabili dalla vita.
Oppure accecati dal nostro narcisismo in versione masochistica, cerchiamo in eterno situazioni che ci garantiscano sofferenza, ripetiamo in eterno il copione della vittima sacrificale soggiogata senza scapo al suo aguzzino di turno. Se abbiamo illusioni e fantasie inevitabilmente
attribuiamo all’altro (chiunque esso sia) delle qualità sovraumane e salvifiche
che nessun essere umano può avere. A questo punto arriverà sicuramente
delusione, dolore, rabbia e ci sarà sempre un nemico o un colpevole.
Siamo
fatti di mille parti, spesso immature, di cui abbiamo una scarsa consapevolezza e una scarsa capacità di governo. Abbiamo enormi limiti a cui possiamo
provare a reagire. Dall’amore con un narcisista psicopatico possiamo essere fatti a
pezzi, ma anche essere rimessi al mondo.
"Ogni
percorso di salvezza passa anche per l’inferno".
Gesù,
Budda, Ulisse, Dante, San Francesco, Ghandi… la storia dell'umanità è ricca di grandi maestri
e personaggi che ci spiegano e dicono ciò. Grandissimi maestri spirituali che indicano
la strada, che ci parlano dell’incontro tra bene e male, del viaggio fuori e
dentro di noi, del difficile percorso per diventare ciò che si è. Persone consapevoli,
realizzate nell’amore e nella propria vocazione. Ogni individuo può e deve essere come Dante che attraversa l'inferno, il purgatorio verso il paradiso terrestre come una nuova coscienza e amore di sé.
A questo proposito anche quando si parla dell'incontro con un narcisista psicopatico si fa riferimento a un'atroce sofferenza in amoreo nella vita sociale. In realtà tutto il
genere umano si trova di fronte allo stesso percorso di sofferenza. Anche chi apparentemente
non soffre come alcuni esseri freddi e disumanizzati, chi vive nella assoluta superficialità e stupidità, soffre
spaventosamente ma senza saperlo. Non sa cosa si perde. In realtà si perde tutto il bello
della vita, si perde l'essenza della vita.
Il
narcisista patologico come il depresso disperato vivono in una prigione dalla
quale non riescono ad uscire. La cosa buffa è che finiscono per
lottare tra loro cercando di aumentare il loro potere sull'altro perché scaricano sul nemico i
loro enormi conflitti non risolti.
Per
gli animali è normale realizzare la loro natura. Per gli esseri umani non lo è
affatto. Solo pochi riescono adevolvono nella consapevolezza. Limitato è
il numero di chi beneficia di questo privilegio dopo aver attraversato
dell’inferno. Una nuova dimensione interiore più elevata simile al paradiso
terrestre.
Esiste una sorta di paradiso terrestre dentro di noi, una consapevolezza che supera la contrapposizione tra vittima e carnefice. C'è ed è la possibilità
della persona responsabile e consapevole che accettando il male fuori e dentro di sé lo integra a lo governa.
Traumi
infantili possono portare il bambino a reagire difensivamente, così da adulto magari ha la tendenza a difendersi passando dalla simbiosi affettiva a quella autistica. Le strutture difensive oscillano così tra i due
opposti: dal dipendete affettivo al narcisista.
Le
parole chiave del dipendente sono: volersi male, coazione a ripetere le
dinamiche malsane dei primi rapporti, inadeguatezza, tristezza, passività, dipendenza, vissuti regressivi che ci
riportano ad eventi dolorosi del passato, ritorno del rimosso, difficoltà ad uscire dallo
sguardo giudicante e vendicativo dei genitori, senso di colpa interiorizzato, la vita ha senso solo nell'approvazione dell'altro...
Le
parole chiave del narcisista sono: dominare, possedere, usare, aggredire,
penetrare, conquistare, prendere il comando, pervertire con freddezza e
calcolo, sedurre e manipolare, parassitare, rifiuto del legame e della
dipendenza, maschera, armatura, non posso amare nessuno se non me stesso, non posso dipendere...
Anche nella vittima c’è un lato oscuro che va visto e attraversato.
In altre parole il rapporto con un narcisista psicopatico mette in luce il lato
narcisista e psicopatico della vittima o di chi sa amare e cerca l’amore in modo a volte non sano.
Quello narcisista e psicopatico è il lato oscuro di ognuno di essere umano. Se
non riconosciuto e elaborato porta a vivere sempre e solo scissi, una eterna lotta tra Vittime –
Carnefici in cui tutti perdono e l'unica cosa che può mutare sono i ruoli.
Ciò che dentro di noi e nella nostra vita
ci appare come brutto, debole, deforme, mostruoso ci era necessario per
arricchire e ampliare la nostra umanità. La nostra realtà va accettata come
l’unica possibile perché oggetto di forze fuori dal nostro controllo. Il
controllo che possiamo esercitare nella nostra vita senza essere consapevoli è
davvero limitato. La nostra parte distruttiva è sempre troppo grande.
Se
ci arrendiamo al lato oscuro delle cose.
Se accettiamo che nessuna persona al
mondo potrà saziare i nostri bisogni.
Se ammettiamo che anche noi abbiamo la
nostra parte narcisistica e psicopatica.
Allora diventiamo consapevoli e
possiamo essere davvero responsabili.
Solo così possiamo
incidere sul nostro destino, determinare il nostra benessere cercando il bene e allontanandoci da ciò che ci fa male.
L’esperienza con un narcisista
psicopatico è una AVVENTURA questo poco ma è sicuro. Apre gli occhi sulla
natura umana, su questa società frantumata e, quel che forse è più importante,
sulla personalità della vittima. È un viaggio che fa precipitare nella rabbia,
nella depressione e nella solitudine. Porta a galla le ferite più profonde,
lasciando con un senso di vuoto persistente che tormenta a ogni respiro. Alla
fine tuttavia è una grande occasione. Si corre il rischio di guarire.
L’incontro con un sadico manipolatore obbliga ad incontrare il proprioEGO. Inevitabilmente ci si
trova di fronte alla propria parte narcisistica, vengono a galla tutte le ferite
negate e mai elaborate. Le ferite narcisistiche possono essere più o meno gravi e si possono declinare
in modi diversi. Semplificando agli estremi, c’è chi diventa un leone, un
animale anestetizzato che vive secondo le leggi della giungla. C’è chi diventa
una pecora, un essere in cerca disperata di amore e protezione che dipende dall’approvazione
del prossimo. Pochi cercano di raggiungere uno stadio più evoluto, l’essere umano che si realizza per ciò che è.
Tutti, nessuno
escluso, se si vuol provare ad essere una persona migliore si dovrà affrontare l’inferno
del proprio ego. Alcuni proprio non possono. Altri
non riescono perché è troppo difficile e doloroso. Pochi, dopo un percorso
durissimo, si realizzano come esseri umano in grado di amare ed essere amati, cioè arrivano alla consapevolezza che la felicità personale è
strettamente connessa alla gratitudine, compassione, altruismo, bontà d'animo, amore
per se stessi che diventa vero amore per gli altri.
Se ci si pensa bene chiedere
amore a chi non ne può dare o non ne vuole dare ha la stessa matrice egoica e narcisistica
di chi accusiamo di non amore. Ancora di più voler cambiare chi si è
palesemente dimostrato un mostro freddo e insensibile. Dare ad altri amore
senza amare se stessi è una forma indiretta e socialmente accettata di
narcisismo patologico. In realtà chi lo fa è un sadico narcista verso se
stesso.
Narcisismo e depressione. Vittima
e carnefice. Dipendenza affettiva e incapacità di amare qualcuno. Sono due facce della stessa medaglia. La differenza c’è, ma la
complicità nel creare e mantenere relazioni malsane, insani e inossidabili giochi
di potere è altissima. Se ci si ferma ad osservare gli psicopatici narcisisti
si spreca l’occasione di riconoscere la parte psicopatica e narcisistica che
c’è in noi e che ci porta a alimentare certi rapporti di NON AMORE.
Chi riesce a sopravvivere, a
superare l’inferno che un rapporto del genere genera, può tornare ad avere la
gioia di vivere, imparare tante cose fondamentali. “CAMMINERETE PER IL MONDO CON LA SAGGEZZA DEI SUPERSTITI
E LO STUPORE GARBATO DEI SOGNATORI”.
Prima si dovrà dimenticare
tutto ciò che si credeva di sapere sulle persone in modo superficiale e
stereotipato. Per comprendere il narcisismo e la psicopatia è necessario
mettere da parte gli istinti emotivi primari. Incontrare il proprio ego, il
proprio narcisismo più o meno esplicito, saperlo governare con l’autorevolezza
di un buon genitore con un figlio capriccioso. Queste persone sono cattive
sapendo di esserlo, manipolano facendo leva sul buon cuore altrui. Ingaggiano
una guerra psicologica con persone buone piene di valori, una guerra in cui si
è costantemente tesi, arrabbiati, tristi, UNA GUERRA CHE NON HA NULLA A CHE
FARE CON L’AMORE.
La vittima è sempre una vittima,
ma una volta smascherato il mostro che crede di amare deve riuscire a scappare,
si deve allontanare da ciò che gli fa male. Se non lo fa è perché deve fare
i conti con un demone
interno che lo rende schiavo del male alla stessa stregua del narcisista psicopatico di cui si è innamorato.
Sia chiaro, non dico che in tutte
le relazioni le colpe siano sempre da ripartirsi a metà tra i partner, ma ci
sono casi evidenti in cui uno dei due anche se psicologicamente abusato,
manipolato, sottomesso, non fa nulla per andarsene e anzi mette in atto
strategie per guadagnare potere e cercare di cambiare una persona che dimostra
di non potere e sapere cambiare perché non può amare ed essere amato.
Non è colpa della vittima del
comportamento distruttivo dei narcisisti psicopatici, non dipende dal fatto che
hanno dei difetti e nulla può bastare per renderli in grado di amare e essere
amati. C’è solo un errore (narcisistico) da non fare: continuare a illudersi e a lottare
continuando in eterno e vivere rapporti che deludono e fanno soffrire.
“L’amore, come è noto, è un
concetto estensibile che abbraccia cielo e inferno, bene e male, ciò che è
sublime e ciò che e infimo”. (C.J. Jung).
I narcisisti psicopatici possono
essere estremamente affascinanti o, meglio, fascinanti, esercitanti fascinazione,
perché camaleonti eccezionali, recettori di idealizzazioni e aspettative prima
di trasformarsi in un telone totalmente bianco su cui proiettare tutte le
delusioni.
In altre parole durante la prima
fase di idealizzazione sono uno SCHERMO BIANCO: parlano, pensano agiscono
esattamente come la vittima di turno desidera, copiano la sua personalità e si
comportano come uno specchio. Uno SPECCHIO MAGICO in cui vengono proiettate le
nostre aspettative. Uno specchio magico che ci illude di sanare tutte le ferite
e non sentire più il dolore.
Studiano perfettamente la vittima. Pianificano
in modo meticoloso come entrare nella vita e creare un legame allo stesso modo
di un Cavallo di Troia. Cercano i migliori, i più buoni, la più docile, quella
con le maggiori qualità umane. Si pongono come anima gemella, la persona
perfetta per l’altro, la persona con cui potersi aprire del tutto. A questo,
punto col legame instaurato, attaccano. Come un DEMONE si presentano da vittima oppure biondi, con gli occhi azzurri, eleganti, estremamente sicuri di sé.
Le dinamiche di queste relazioni
sono come quelle di una dipendenza. Si accetta un amore distruttivo come una
DROGA che genera grave dipendenza nell’anima e nei sensi, ma non si può fare a
meno del partner predatore. Di fronte a questa persona inizialmente
meravigliosa il cervello crea una sorta di dipendenza a cui non sa più fare a
meno. Anche scoperto il mostro ed essendo chiara tutta la sua cattiveria e
crudeltà la dipendenza rimane, si vorrebbe sempre e solo tornare alla fase inziale nella quale si camminava a dieci metri da terra.
Una volta tolta definitivamente la maschera del narcisista psicopatico, la vittima si sente
infettato da unamore tossico, disequilibrato, devastato, vuoto, depresso e
apatico. Perde il governo interiore, dentro li lui prevale il male come fosse
sotto incantesimo. Alcuni autori infatti parlano di
inferno, purgatorio, paradiso come i tre momento del percorso. Solo nella terza
fase si guarisce e si previene il trauma amoroso. Ci si sente in pace, liberi
da demoni e si può davvero amare ed essere amati.
Il fascino del male è indiscusso.
È la sensazione di attrazione che provoca lo sporgersi da un pozzo nero o la
vista di un incidente mortale. Spesso il loro corpo, soprattutto se attraente o
prestante, è lo strumento utilizzato per instaurare i rapporti parassitari di
cui necessitano, e quindi in un certo senso il loro unico riferimento
identitario. Accogliendo e riflettendo le proiezioni dei partner vittime
instaurano apparentemente e precocemente una simbiosi.
Chi li ama dà loro una identità,
loro restituiscono i suoi sogni. Non c’è però un vero rapporto al di fuori del
giuoco delle proiezioni e della loro riflessione. La vita con un predatore
sadico può inizialmente affascinare, inizialmente è assente la noia grazie alla
sua plasmabilità. Poi è l’inferno.
Alcuni autori parlano di "ANIMAGEMELIZZAZIONE", un amico perfetto, un amante
perfetto, una compagna perfetta, l'anima gemella. Questo crea una
illusione a vita che porta poi a dei danni enormi nella seconda fase. Si attaccano
alla nostra ferita non risolta. Sfruttano il fascino del male. Fanno leva sulle
nostre debolezze, paure, desideri profondi. In realtà, a ben vedere, è la
vittima che permette tutto ciò, anzi fa di tutto perché accada anche con le più
valide e nobili ragioni. Ma sta di fatto è la vittima che si fa manipolare,
sfruttare, distruggere continuando a perseguire un'illusione.
Duro digerire che non si è mai state amati perché gli
psicopatici NON POSSONO AMARE NESSUNO;
che quella che si pensava una relazione vera, basata sull’affetto reciproco,
non è altro che una truffa costruita su
una montagna di bugie che si può anche non aver scoperto nella sua
interezza.
Difficile accettare che il MALE PURO ESISTE, perché si vuole
credere che tutti gli esseri umani siano capaci di provare rimorso, affetto,
attaccamento, senso di miglioramento personale e riscatto. Purtroppo, con un
narcisista psicopatico, tutto quello che è difficile da mandar giù è reale.
Solo quando si affronta questa realtà si può iniziare a raccogliere i pezzi
della propria esistenza e a guarire dal
dolore.
È straziante pensare che chi ci dovrebbe amare in realtà ci fa
del male e gode nel farci del male, siano genitori,
mogli-mariti, figli, amici, colleghi.
Come già detto la triangolazione
è un’arma micidiale di manipolazione che rende chi la subisce fragile, debole,
desideroso, schiavo. Con la triangolazione il sadico aumenta il suo potere e il
suo controllo introducendo un RIVALE, il quale diventa la pietra di paragone
nel rapporto. Quando sei nell’estasi dell’innamoramento
sei solo con il partner, mentre quando l’amore non esiste, è tutta un’illusione,
si fonda su basi inesistenti, inizia la danza della triangolazione e della
gelosia che induce DIPENDENZA AFFETTIVA.
Peggio, la triangolazione e la
gelosia mettono in dubbio la DIGNITÀ, mettono alla prova la dignità della
vittima di meritare amore. Se affido il mio cuore ad una persona vorrei essere
sicuro che questa sia affidabile, che mi ami davvero. Con la gelosia torna a
galla la sfiducia negli altri e ancora di più la sfiducia che si ha in se stessi,
i sensi di colpa, la vergogna, le devastanti angosce di non essere degni di
amore, inferiori, abbandonati perché difettosi.
È una tattica devastante perché rende l’amore instabile, insicuro, la vittima si sente non
corrisposta e, come un veleno inocula nella sua mente, si fa spazio l’idea
di NON ESSERE DEGNA D'AMORE, che ci sia qualcuno più desiderabile. E il
sentimento di non essere degni d’amore, per quanto passivo e depressivo,
nasconde sempre una gran RABBIA devastante per la delusione di essere stati ingannati, di
non essere amati davvero, di aver buttato tempo ed energie.
In più la vittima molto spesso
odia anche se stesso, perché si perché di sente “sbagliato” o perché si sente “stupido”
dal credere ad un amore così falso, che lo ha esposto alla sofferenza e all’abbandono. La triangolazione devasta perché introduce
la gelosia, perché il rivale diventa la pietra di paragone. L’insicurezza
sostituisce la base sicura e la reciprocità immaginata prima. Ci si
sente indegni e allo stesso tempo appare chiaro che non si può più continuare ad amare
una persona così sadica e inaffidabile.
Con la triangolazione la
sofferenza è certa, ad alto livello. Se si continua ad amare l'altro più di se stessi si soffre, indegni, si rimane invischiati. Se si lascia l'amato si pensa di perdere tutto, una enorme illusione che è diventata il tutto della vita. L’amore
perde la fiducia che è il suo elemento fondante e si trasforma in una LOTTA DI
POTERE. Lotta di potere a cui partecipa anche la vittima suo malgrado. Gelosia e indifferenza sono le
vere antitesi dell’amore e della dignità della persona.