venerdì 15 dicembre 2017

La rinuncia all’immagine falsa di sé nel rapporto tossico



Il soggetto tossico non può rinunciare alla sua immagine falsa perché dietro non c’è nulla, se non il vuoto, la rabbia, il dolore. Gli esseri viventi dotati di sentimenti invece possono rinunciare ad una immagine falsa di sé che protegge altro, in particolare il proprio ego ferito. L’immagine è un messaggio contenete una totale o parziale falsità, una mistificazione della realtà per coprire qualcosa. Un esempio tipico è la lamentela costante della vittima di un rapporto tossico che in tal modo rigetta ogni tipo di responsabilità. Della serie, è il partner narcisista ad essere la causa della mia sofferenza, la colpa è sua io non centro. Scaricare la responsabilità toglie il peso dei sensi di colpa, dell’inadeguatezza, delle paure che non si vogliono affrontare. Liberarsi dal peso dei proprio errori, per addossarli agli altri (persone, società, natura, destino, sfortuna, carnefice, vampiro emotivo…). Il mantra è dominare, evitare di essere dominati, avere ragione, attirare l’attenzione su di sé, che sono tutti guadagni temporanei e illusori. Il prezzo da pagare per tutto questo è la serenità, la vitalità, la creatività, la gioia di vivere.
 
Ma cosa significa immagine? In che modo differisce dall’identità? L’immagine di sé è una struttura falsa, un’immagine appunto, non la realtà. Ogni volta che si crea un’immagine di se stessi si nega la propria vera natura. Se la fragilità fa paura, allora si supera la paura con una compensazione, e ci si convince di essere più forte della media gonfiando i muscoli in palestra. Se si ha paura di essere stupidi ci si crea l’immagine di essere intelligente. Se si ha paura di essere brutti, ci si crea l’immagine di persone eleganti e curate. Quindi c’è la paura, poi la compensazione, poi l’immagine che non è altro che un'illusione. La cosa più grave è che col tempo la paura scende sempre più nell’ombra e l’immagine positiva assume l’aspetto della realtà, una forma illusoria e protettiva diventa la persona stessa. Per questo risulta difficile abbandonarla. E per questo si cercano persone attorno che confermino questa immagine.
 
Ciò che viene negato e rimosso alimenta l’ombra e viene proiettato fuori. Se non si riconosce l’aggressività perché se ne ha paura, la vediamo regolarmente negli altri. Per la stessa ragione quanto più si è attaccati all’immagine di persone amabili, tanto più si è suscettibili rispetto a ciò che la mette in dubbio. La scissione tra bene e male in realtà non esiste. L’idea che ci sia un male da sconfiggere e un diavolo da allontanare è fuorviante e falsa. L'etimologia di "diavolo" significa "colui che separa". La dissociazione è un meccanismo di difesa da una sofferenza non digeribile, non spiegabile. In un certo senso il diavolo esiste veramente, ma è anche una forma pensiero prodotta dalla nostra coscienza che ha bisogno di vivere nella separazione.
 
Se vogliamo vivere in modo adulto, consapevole, maturo, occorre tenere insieme aspetti divergenti tra loro, occorre in primo luogo che accettiamo il male dentro di noi e fuori di noi, per poi decidere cosa fare. Vuol dire che tutte le volte che ci pensiamo separati dal male, che lo vediamo come un nemico da sopraffare, o che temiamo di fare del male perché vogliamo agire al di fuori del percorso "normale" chiesto dagli altri, in realtà stiamo facendo qualcosa di divino e diabolico allo stesso tempo. L'aspetto profondo della questione è che dobbiamo assumerci la responsabilità della scelta. Siamo abituati a mettere le nostre ombre in un angolo e negarle, ma questo crea il malessere. Cercare di essere buoni è una illusione, Jung invita a non essere buoni ma piuttosto a essere integri. L'unico scopo per cui siamo qui, infatti, è integrare dentro di noi i piani alti e profondi dell'esistenza tenendo uniti bene e male, bello e brutto, giusto e sbagliato. Vedo il male, lo riconosco, lo accetto, ma poi scelgo di conseguenza.

giovedì 14 dicembre 2017

Tempo, idee, metodo, contatto zero per guarire dal rapporto tossico


Durante la fase di guarigione occorre un po’ di tempo per tornare a un equilibrio più sano, ma il punto è che, oltre al tempo, servono idee, metodo, e soprattutto contatto zero o minimo. La guarigione passa inevitabilmente per la ripresa capacità di governare la propria mente fuori da un incubo. Non è stato l’amore più grande della vita e non si è persa la cosa migliore al mondo. Il narcisista psicopatico vorrebbe far credere che è stata una relazione perfettamente sana, anzi poiché non prova emozioni di alcun tipo, ride all’idea che qualcuno abbia perso la testa per lui/lei. La vittima può prendersi tutto il tempo e le energie necessarie per uscire da un’esperienza che è stata tutt’altro che normale. Prima possibile occorre comprendere ciò che è accaduto in profondità, aumentare la consapevolezza di ciò che ha portato a quella situazione, accettare che è stata una tappa indispensabile nella propria evoluzione personale.
 
Finché però non si passa al contatto zero o minimo, finché non si cambiano le idee e non si mette metodo per guarire si continuerà a vagare in cerca un qualcosa che restituisca senso alla vita senza trovarlo. La buona notizie è che una volta iniziato il percorso la vita cambierà per sempre. Si ritroverà autostima, valori, emozioni, direzione, obiettivi, senso, serenità. E sarà naturale comprendere come si sia dato ingiustamente potere e valore ad un soggetto malato. Di sicuro ci sono cose migliori da fare e da scoprire nel mondo, anziché continuare a farsi carico di un vampiro emotivo.
La vittima si chiederà: "perché odio i conflitti, mentre gli altri sembrano non avere problemi? Perché mi sento diversa e incompresa e perché nessuno vede il mondo come lo vedo io? Perché ho permesso tutto questo e mi sono ridotta così?".
 
In realtà quando una persona pensa che solo lei soffre, che solo lei ha un problema, che solo lei attraversa un periodo tragico, sbaglia di grosso. È sempre profondamente fuori luogo ritenere di essere gli unici a soffrire, e pensare di non avere alternative al dolore inflitto da una certa situazione. Tutti gli esseri umani (i narcisisti psicopatici non lo sono) devono affrontare nella loro vita momenti alquanto difficili, e tutti devono fare i conti con il dolore e la sofferenza in vario modo. Certo un rapporto tossico è un’avventura a dir poco devastante, ma non è la sola e non è di sicuro la peggiore. Si pensi per esempio a chi perde prematuramente un figlio. Nella nostra lingua non esiste la parola per identificare chi subisce un simile lutto, perché non esiste una parola adeguata a descriverne il dolore.

mercoledì 13 dicembre 2017

Non è MAI TROPPO TARDI per smettere di essere vittima di abusi


Molto spesso nella vita le persone fanno mille cose, si affannano rincorrendo mille impegni per evitare di sentire quello che sentirebbe stando in ascolto di se stessi. L’ozio e la “sosta” sono fondamentali per imparare a stare con se stessi, e per poter sentire quei sentimenti che è importante sentire, anche se possono essere scomodi e dolorosi. Peraltro se scappiamo da noi stessi, le conseguenze possono essere ancora più nefaste, e magari condurre ad un rapporto tossico.
 
Anche se la vittima non è un narcisista psicopatico, per quanto sia dotato delle migliori qualità umane e di uno spirito grande e luminoso, se cade in un rapporto tossico senza ribellarsi e scappare nel medio lungo termine, è possibile che ci siano dei conflitti e delle ferite cadute nell’ombra e nell’inconscio. L’ombra e l’inconscio sono alla base di gran parte delle relazione tossiche. Aldilà delle etichette e delle definizioni, quando l’amore fa soffrire sempre è comunque e le dinamiche disturbate sono pervasive, siamo di fronte a rapporti malsani da cui è necessario liberarsi. E quando questo non avviene sotto si può celare una forte tendenza all’autosabotaggio da parte della vittima.
 
L’autosabotaggio è un modo per rovinarsi la vita attraverso scelte sbagliate e ripetute per non stare bene. Sembra assurdo ma è un meccanismo di difesa che può essere appreso nell'infanzia, dopo essere stati sottoposti ad abusi psicologici. È parte dell’addestramento all’abuso con il quale la vittima permette spontaneamente che questo continui nel tempo. Si può sempre rompere questo circolo vizioso, e smettere di soffrire, per tornare alle origini della propria intelligenza emotiva. Si può per prima cosa capire come esprimere parti che prima si consideravano inesprimibili, e scoprire segreti su come attirare belle persone di cui si ha sempre sentito l’esigenza e la mancanza.

martedì 12 dicembre 2017

Test del letto di morte e persone tossiche da ignorare



Tutti, ma proprio tutti, dobbiamo imparare ad accettare che il male nel mondo esiste. Non vuol dire che tutto è male, e che tutte le persone sono perfide e malvagie, ma che queste esistono così come esistono tante brave persone con cui instaurare belle relazioni e rapporti sani a tutti i livelli. Quindi dopo aver conosciuto se stessi, rafforzato identità e integrità personale, dobbiamo inevitabilmente ignorare alcuni soggetti, o quantomeno tenerli alla larga attraverso salde strategie difensive che trovano il loro caposaldo nella distanza emotiva e fisica. Ecco alcune delle principali categorie di persone da ignorare e evitare il più possibile:
 
1) Chi si lamenta, pretende e accusa continuamente senza mai assumersi le proprie responsabilità e fare di tutto per stare meglio.
 
2) Chi è perennemente arrabbiato e aggressivo, o quantomeno ha una personalità imprevedibile perché la collera e la rabbia possono in ogni momento fare capolino. Chi semina aggressività di sicuro verrà imitato da chi gli è intorno, e genera una onda perversa. Il padre che giudica rabbiosamente il figlio riceverà lo stesso trattamento una volta che crescerà. Se entrando in un bar si usa un atteggiamento brusco e aggressivo per chiedere un caffè questo verrà visto e imitato dall’ambiente circostante.
 
3) Le persone che godono a rimanere costantemente in una situazione di conflitto, quelle che hanno sempre bisogno di un nemico, di un rivale, di qualcuno con cui competere e lottare. O ancor peggio chi gode nel fare soffrire qualcuno.
 
4) Gli allarmisti e gli spaventatori, chi è costantemente in allarme, chi vede tutto nero e prevede sempre il peggio per generare ansia e disarmonia in chi lo ascolta.
 
5) Chi ha sempre in bocca la frase "non è giusto", chi non accetta mai la realtà così com'è e insegue sempre qualcosa che non esiste o è difficile che si avveri. La realtà è come è, va accettata anche se può non essere condivisa, per poi trovare il proprio percorso.
 
Spesso le persone tossiche e i narcisisti psicopatici hanno tutte queste caratteristiche ai massimi livelli, per cui stare accanto a loro diventa una sofferenza senza pari. Ma la prova del nove è il test del letto di morte che funziona così: bisogna immaginare quando saremo sul lettino ad esalare gli ultimi respiri, e pensando alla  persona con cui abbiamo trascorso o stiamo trascorrendo del tempo insieme, valutare se siamo feliciti e soddisfatti oppure ce ne pentiamo amaramente perché avremmo potuto fare altro e frequentare persone molto più interessanti.

lunedì 11 dicembre 2017

Parole che fanno bene e possono guarire



 
La parola ha una forza straordinaria, un potere e un’energia che può uccidere o salvare. Le parole e l’ascolto sono una cura e un balsamo nei momenti più drammatici. Solo se si hanno parole per descriverli i sentimenti prendono forma. Spesso la poesia racchiude una forza e una profonda straordinaria, in grado di aprire da dentro sentimenti e idee altrimenti impenetrabili.
 
Parole che fanno bene…Allora una parola lanciata nel mare con un motivo ed un salvagente che semplicemente fa il suo dovere, una parola che non affonda, che magari genera un'onda, che increspa il piattume e che lava il letame...
 
“E pascoliamo, pascoliamo e pure in un campo a caso, e che sia vicino a casa, emigriamo soltanto dal divano al davanzale prigionieri col terrore di essere liberati, di essere liberi”.
 
Attesa e inaspettata arriva la seconda vita in quel istante in cui si taglia il velo e sei dell'altra parte non sei preparato mai abbastanza ma sei pronto da sempre la naturale conseguenza all'essere nato la naturale conseguenza dell'amore…come fare un viaggio al centro della terra o a ritrovare sulla luna un senno nuovo come cambia il peso delle cose il valore del denaro della forza delle braccia del sonno e del risveglio del pianto del sorriso dell'aria che respiri di ritornare a casa ora il mio posto è qui che bellezza abbagliante la tua…”.
 
A volte manca il fiato, da qui non si torna indietro, hai paura che il tempo non stia più al tuo guinzaglio, hai paura che il gioco adesso sia finito, devi toglierti dal centro, devi fare spazio dentro, e poi dividere l'inutile da ciò che è necessario non c'è più un giorno da perdere nel tuo calendario e poi serenamente a ciò che non ti rappresenta dire NO finalmente perché chi viene alla luce illumina”.
 
Tu cerchi l'amore soltanto sull'orlo del precipizio, hai bisogno per farti coraggio di avere sempre un nemico, non riesci a provare piacere se non attraverso il dolore, e il dolore come la sfortuna é la tua arma di seduzione, il tuo modo di chiedere aiuto…".
 
"Io non parlo con chi non mi guarda negli occhi, non discuto con chi non mi tiene la mano, più passa il tempo e meno ho interesse a sprecare la voce, niente rancore davvero voi siete meravigliosi, ma magari in futuro facciamo ognuno per se”.
 
“La mia fortuna è che non mi attrae ciò che mi distrugge, la mia fortuna è che non mi attrae ciò che mi respinge”.
 
“Ah si vivesse solo di inizi, di eccitazioni da prima volta, quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora. Penseresti all'odore di un libro nuovo, a quello di vernice fresca, a un regalo da scartare, al giorno prima della festa…".
 
"Ma tra la partenza e il traguardo...In mezzo c'è tutto il resto e tutto il resto giorno dopo giorno, è silenziosamente costruire e, è sapere e potere rinunciare alla perfezione”.
 
“Sapessi ogni tanto godere di essere fatto così, questo stato è il mio stato ci sono nato ci ho lavorato e assomiglia a me, la forma si evolve costante ma chi è circolare non può diventare quadrato la dolcezza si perde per strada nella paura di essere ucciso o ferito”.
 
Non tutte le strade sono un percorso…Prima di partire si dovrebbe essere sicuri di che cosa si vorrà cercare dei bisogni veri, non si può entrare in un negozio e poi lamentarsi che tutto abbia un prezzo se la vita è un'asta sempre aperta anche i pensieri saranno in offerta”.
 
“Il furore e il disincanto di quell'universo a forma di persona…è solo un uomo quello che mi commuove, che vorrei uccidere e salvare amare e abbandonare, è solo un uomo ma lo voglio raccontare, perché la gioia come il dolore si deve conservare, si deve trasformare”.
 
Non nascondere a nessuno il pensiero e la dignità, la minoranza non è una debolezza, la maggioranza non è una qualità, ma la voce più convincente, è spesso quella che ti spiega meno, perché conforta, non ti contrasta, ti dice solo quello che vuoi sentire”.
 
“Un viaggio regala a ognuno la sua storia, io sono convinto che mi salverò, così come ogni ritorno ha la sua gloria, un altro cerchio che si chiuderà, una strada di terra che inizia ai confini del niente e il mio tutto che ancora si ostina a cercare una via, a cercare una via”.
 
“La ricerca più ostinata di quel bene esistenziale che è cercare di piacersi e di riuscire a fare in tempo…Fare assomigliare la tua vita ai desideri e ricordarsi di essere sinceri”.

giovedì 7 dicembre 2017

UN AUGURIO alla vittima del narcisista psicopatico



Si avvicinano le feste ed ecco cosa mi auguro per te vittima di un narcisista psicopatico: un periodo di grande sofferenza durante il quale possa rivivere ed elaborare sentimenti dolorosi e difficili come rabbia, tristezza, senso di vuoto, depressione, e che dopo una fisiologica fase di lutto, possa rinascere all’interno di un nuovo rapporto con una persona dotata di empatia e sentimenti. Mai nessuno cresce e cambia da solo, nel silenzio della sua stanzetta. Certo la solitudine e l’introspezione sono fondamentali, ma si cambia solo all’interno di una relazione nella quale ci sentiamo accolti, compresi, accuditi e possiamo mostrarci per ciò che davvero siamo senza temere. La frase “devo imparare a stare da solo per poter avere rapporti con gli altri” racconta solo una parte della verità. L’altra metà dice che senza persone adulte di riferimento con le quali poter crescere e stare bene non si potrà mai cambiare. Il genere umano nasce e si sviluppa nella relazione e nell’amore, questo è stato ampiamente dimostrato. Ti servono relazioni imperfette ma sane e piacevoli, con persone di cui ti puoi fidare che riescano ad accogliere tutto le tue parti, senza abusi e manipolazioni.
 
Vorrei che sperimentassi un energico abbandono, una tranquilla tensione, e la travolgente visione di una piccola ma sostanziosa scoperta: per prima cosa devi riuscire ad amare e aiutare te stessa. Spero proprio che riuscirai a metterti in viaggio verso un punto di svolta sentimentale atteso da sempre, che ormai non è troppo lontano. Prego che tu possa trovare o costruire un muro che tiene insieme le belle persone, invece che perderti nel soffrire dietro a vampiri emotivi che sanno solo separare e distruggere. Qualcuno ti ha scardinato la vita, ti ha condotto fino al baratro, ha mandato in frantumi ogni tuo punto fermo e tutti i tuoi sogni. Probabilmente stai malissimo e il motivo è proprio che continui a dare potere a quella persona, anche perché sei stata addestrata a farlo. Non ci può essere amore se qualcuno vuole il tuo male, per cui l'unica cosa da fare e proteggersi e andarsene.
 
Da un altro punto di vista, il rapporto tossico può rappresentare l’ultimo estremo tentativo disperato del tuo inconscio per permetterti di elaborare vecchie ferite psicologiche che ti tengono intrappolata da troppi e troppi anni, all’interno di schemi di comportamento negativi  e autopunitivi. Convinzioni sbagliate e paletti autoimposti che non ti permettono di stare bene e di diventare ciò che sei. Lasciale andare anche loro. Serve una chiave per aprirsi da dentro alla serenità e alla pace. Il no contat rappresenta solo il primo fondamentale passo per staccarsi da ciò che fa soffrire e lavorare su di te. E poi cerca una persona da amare e che sappia amare. Una di quelle che possa essere, pur con tanti difetti, una fonte di calore inesauribile perché vuole il tuo bene. Può essere chiunque: parente, compagno, amico, terapeuta o padre spirituale. Forse ti sembrerà che questa persona non esista, ma ti sbagli di grosso e spesso è molto più vicina di quanto tu possa immaginare.

mercoledì 6 dicembre 2017

IL NARCISISTA obbliga ad incontrare il proprio narcisismo



Il narcisista psicopatico e il rapporto tossico obbliga ogni vittima, volente o nolente, ad incontrare la propria parte narcisistica e infantile. L’abuso e la manipolazione producono una sofferenza fuori dal comune, ma tutto ciò costringe a guardare negli occhi il tratto narcisistico presente in ognuno di noi, nonché le ferite del passato mai elaborate adeguatamente. E questo accade sempre, a prescindere dal fatto che la vittima ne sia consapevole o rimanga ancora ad un posizione di dolore, rabbia, e rivendicazioni. Riconoscere la propria parte narcisistica significa principalmente contattare e diventare consapevoli di quanto:
- si manipola e si accetta la manipolazione altrui;
- si ricerca potere, dominio e controllo;
- si è attaccati ad una immagine (buono, generoso, salvatore, saggio, amorevole, vittima)
- ci si rifiuta di assumersi la propria responsabilità;
- si ha un atteggiamento distruttivo, autodistruttivo, aggressivo in modo diretto o indiretto.
 
È molto difficile prendere coscienza del proprio lato narcisistico, ma è un’impresa titanica abbassarne il volume o addirittura provare a liberarsene, proprio perché abita in ciascuno di noi e viene continuamente alimentata dall’interno, dai rapporti, e dal narcisismo collettivo. È arduo riconoscerne fino in fondo la vera natura violenta e distruttiva. Non a caso Hitler, Mussolini e Stalin hanno creato i regimi più oppressivi del secolo scorso, ma hanno governato con l’appoggio dell’assoluta maggioranza della popolazione. Sono stati visti non come oppressori, ma come eroi e salvatori e ai funerale di Stalin hanno sfilato in lacrime milioni di persone. Parallelamente ciò accade anche dentro ciascuno di noi.
 
Il narcisismo ha una forza straordinaria perché si presenta nelle forme più svariate e subdole. Quanto più, per inconsapevolezza, non se ne prende coscienza tanto più si alimenta questa configurazione, tanto più ci si identifica in essa, e più questa ci domina. Il narcisismo va capito bene: non è un piccolo difetto di carattere, abbastanza normale, di cui non vale la pena preoccuparsi. Non è così. Il narcisismo è il seme da cui deriva ogni male nel mondo, dalle guerre allo sfruttamento degli oppressi, dalla violenza su donne e bambini al malessere personale. Tutto, ma proprio tutto questo orrore, nasce da lì, da un modo di pensare, di configurare la nostra mente e il nostro cervello. È centrale, colpisce il cuore di tutte le problematiche. Quando la componente narcisistica non degenera in disturbo patologico, di solito il risultato è la creazione di un conflitto cronico tra questa parte distruttiva e aggressiva con altre più sane, impegnate in progetti di vita più adulti e costruttivi. Quello che fa la differenza quindi è la capacità di governarla rispetto a tutto il resto, per non rimanere imprigionati in un'eterna lotta fuori e dentro di noi.

martedì 5 dicembre 2017

Le cose importanti per andare oltre il narcisita


Non sarebbe fantastico avere qualcuno che ci dicesse cos'è giusto e cosa è sbagliato? Che indicasse la strada imboccando la quale si guarirà, e si vivrà bene restando fedeli a se stessi? Qualcuno che ci indicasse la porta della verità? In poche parole, qualcuno che fosse un guru spirituale. Personalmente sono tra quelli che ne sarebbero felici, per un certo tempo l’ho anche cercato. E a giudicare dalla quantità di persone che si aggregano alle correnti religiose, frequentano corsi motivazionali o di crescita personale, si rivolgono agli psicologi e ai libri di auto-aiuto alla ricerca, non sono il solo. Non sorprende dunque che l'offerta di guru nel mondo sia vasta, e in continua espansione.

Passa dai predicatori religiosi, alla miriade di sette diverse, dagli psicanalisti seri o frivoli agli scienziati esperti delle varie branche del cervello umano, dal più sincero trasmettere suggerimenti basati sull'esperienza alla new age. Ma di fronte a tutta quest'offerta, com'è che la maggior parte di noi, continua a cercare come se si fosse condannati a farlo dal fatto stesso di essere nati umani? Forse perché questa è la vita, e il guru è prima di tutto dentro di noi.
 
Del resto, perché il narcisista ricerca il potere? Perché è fragile, perché ha i piedi di argilla. Accanto all’immagine grandiosa che esibisce all’esterno, convive l’immagine da cui egli cerca disperatamente di fuggire: quella di essere una nullità, senza alcun valore. Il narcisista teme il giudizio e teme la critica, anche costruttiva, perché lo richiama alla realtà. Ma la realtà, per lui, dietro la maschera grandiosa, è il vuoto, la nullità dei sentimenti, l’insignificanza. Il narcisista ha paura di rivelarsi, perché nel suo profondo si sente inaccettabile. Se l’immagine negativa sale alla superficie, egli si sente perduto. Riaffiora il dolore e il senso di umiliazione: si sente debole, esposto, impaurito.

lunedì 4 dicembre 2017

Innamoramento e REAZIONI CHIMICHE nei rapporti tossici


Rimanere innamorati di qualcuno è un’esperienza difficile, misteriosa, inafferrabile, mistica, per certi versi estatica. Ma rimanere innamorati in eterno non è assolutamente naturale. Diversi studi hanno dimostrato che c’è una relazione tra l’innamoramento e l'apparizione di un neuro-trasmettitore molto potente che è la feniletilamina. Hanno stabilito che nel cervello di una persona innamorata la quantità di feniletilamina è presente in grande quantità. Per questo viene chiamata neurotrasmettitore dell’amore. La stessa produzione di feniletilamina e le sensazioni di benessere associate, la si può ottenere mangiando cioccolato, elemento ricco di questa sostanza. Ecco perché è nata la leggenda metropolitana che le pene d’amore si possono mitigare affogando nel cioccolato, nonostante gli enormi effetti collaterali.
 
L'inondazione di feniletilamina nel cervello è una esperienza molto piacevole, simile ad una droga che crea dipendenza. Però non può essere uno stato permanente, anche se alquanto gratificante. Inoltre la ripetizione dello stesso meccanismo nel cervello annulla la sensazione non essendo più nuova, in una sorta di assuefazione. La pretesa di rimanere sempre innamorati è una caratteristica della poesia, delle canzoni, ed in generale della cultura romantica, ma è una pazzia paragonabile al vivere tutta la vita sotto l’effetto della cocaina o dell’alcol. Non rende davvero felici nel lungo periodo, e non c’è corpo che possa resistere in uno stato del genere per sempre.
 
Nel rapporto tossico sia la vittima che il carnefice partecipano a questo gioco dell’innamoramento in modo diverso, e spesso entrambi sono legati all’idea malsana di poter rimanere innamorati per sempre con una intensità ed un livello emotivo sempre spinto al massimo. Al vampiro serve per coprire il proprio vuoto emotivo tramite il potere e il controllo onnipotente sull’altro. La vittima non vuole abbandonare la stato estatico della fase di idealizzazione e fa di tutto per mantenere o tornare a quel momento idilliaco comportandosi come si comporta chiunque sia affetto da una profonda dipendenza. Ma mentre il narcisista psicopatico è consapevole nel fare tutto ciò che fa, la vittima cade in una sorta di trans emotivo e vive come sotto incantesimo che non riesce a spezzare. In realtà è stato dimostrato che alla base ci sono precise reazioni neurologiche che possono spiegare, in parte, tutto questo.

sabato 2 dicembre 2017

Disumani e persone normali con tratti narcisistici



Il mondo si divide tra esseri viventi e disumani, hanno le stesse sembianze fisiche ma dentro sono totalmente diversi. I primi sono le persone normali dotate di sentimenti ed empatia, nonché di pregi e difetti. I secondi sono chiamati in vario modo (psicopatici, narcisisti maligni, narcisisti, borderline, soggetti tossici, vampiri emotivi) ma non hanno sentimenti ed empatia, o ne hanno in quantità non sufficiente per essere considerati umani per cui sono simili a predatori della specie umana o a robot. Tra i primi e i secondi cambia radicalmente il modo di ragionare, sentire e vivere. Sia chiaro, anche le persone normali hanno parti animalesche e tratti narcisistici, ma mai in quantità predominante e pervasiva dell’intera personalità. Per capirci, alcuni sono animali al 100%, altri all’80%, altri ancora al 50%, ma la componente animalesca nelle persone normali non può mai superare il 50%.
 
Anche le persone normali però hanno tratti narcisistici perché ogni bambino ha incontrato la sofferenza emotiva, l'umiliazione, il rifiuto, il non rispetto, l’abuso di potere, o direttamente nei suoi confronti o praticato intorno a sé. In più la società genera altri tratti narcisistici in base alle convenzioni e ai valori condivisi. Ciò che varia nelle persone è solo la dimensione e l’intensità del fenomeno. In alcuni le parti malate si cronicizzano e condizionano l’intera personalità, che diventa patologica. In altri le parti malate possono convivere con quelle sane che comunque non vengono totalmente sopraffatte dalle prime. In altre parole alcuni rimangono essere viventi, altri diventano come leoni della savana che vivono per conquistare un regno, che sbranano i cuccioli del branco figli di altri padri, e le gazzelle indifese, e i piccoli bufali non abbastanza forti per opporre resistenza, eppure sono fascinosi, belli, potenti.
 
I tratti narcisistici nelle persone sono sempre esistiti dalla preistoria ad oggi, così come i disumani da sempre popolano la terra mimetizzati nella routine quotidiana o ricoprendo ruoli cruciali all'interno della comunità. Nella società dell’immagine e dei consumi, la danza narcisista si è resa solo più evidente e palesata in modo esponenziale grazie al dilagare dei moderni strumenti di comunicazione. Il male, l’aggressività, la prevaricazione così come la ricerca di potere e controllo a discapito di tutto e tutti sono però sempre esistiti.

Se guardiamo la superficie del narcisismo vediamo l’arroganza e la prepotenza verso gli altri. Se guardiamo in profondità, attraverso gli occhi dell’anima, vediamo che chi lo pratica è prepotente in primo luogo nei confronti di se stesso, nei confronti delle proprie parti tenere e dei propri sentimenti più intimi. Il flusso dei sentimenti profondi è impedito e imprigionato come in un carcere. Nei casi più gravi la persona si separa da se stessa, alienandosi da sé, e perde vita interiore. Chi del narcisista vede solo la superficie, lo giudica sentendosi nel giusto. Ma chi pratica il narcisismo disprezza i sentimenti degli altri perché disprezza i suoi stessi sentimenti, quelli autentici, quei sentimenti che lo portano a ricontattare il dolore e la depressione originaria. Da quei sentimenti si è distaccato, scegliendo la via demoniaca dell’alienazione.

venerdì 1 dicembre 2017

DOMANDE che dimostrano di essere sottoposti a manipolazione



Quando si rimugina troppo in una relazione e ci si pone troppe domande, molto probabilmente si è sottoposti ad abuso e manipolazione. Queste sono alcune delle domande che dimostrano in modo inconfutabile e lampante come la manipolazione stia producendo i suoi effetti nefasti:

"Cosa avrei potuto fare di più e di meglio per farlo rimanere con me?
Se solo non avessi reagito così e fossi stato più paziente saremmo ancora insieme?
Ma siamo davvero sicuri che abbia un disturbo patologico della personalità, o forse è solo più complicata delle altre?
Se fosse solo “stronzo” o “testa di cazzo” e non un narcisista psicopatico?
Forse sono io che pretendo troppo dalle persone, ha ragione su molte cose?
Magari non sa dimostrarmi il suo amore, ma da molte cose si capisce che ci tiene a me?
Forse ha ragione sono sbagliato e lei non è un mostro?
Ma come fa ad essere così cattivo se a volte è stato così dolce e comprensivo?
Sono stato molto male, ma ho anche passato momenti bellissimi, come faccio a riviverli con lei?
In effetti ha ragione nel dire che sono un egoista anche se la amo?
Tutte le coppie hanno problemi, quindi anche noi siamo nella media ed è giusto cambiare atteggiamento e accettare?
Come posso farla tornare o convincerla a rimanere?
Perché non mi chiama? Mi pensa? O non gli interessa nulla di me?"

Stupidaggini! Quando ci si pone tutte queste domande più volte al giorno, in modo ossessivo, per molto tempo, è solo la prova provata che si è stati sottoposti ad una fortissima manipolazione e si ha il cervello spappolato, il cuore distrutto, il corpo svuotato da un rapporto sbagliato. Occorre dire basta! Svegliarsi! Scappare! Chiudere con la voglia di voler stare male!

Ecco altre domande che possono aiutare a comprendere di essere soggetti a manipolazione:
La gioia di aver trovato l’amore si è trasformata nella paura di perderlo?
Lo stato d’animo dipende quasi esclusivamente dall’andamento della relazione?
Siete scontenti per la maggior parte del tempo, avete il terrore che il rapporto vi sfugga dalle mani?
La relazione è molto turbolenta ma non siete in grado di spiegare perché? Quando ne parlate con gli altri, potreste trovarvi a usare espressioni del tipo “E’ difficile da spiegare. E’…complicato”?
Siete ossessionati dal rapporto che state vivendo? Ne analizzate qualsiasi aspetto cercando in tutti i modi di risolvere i problemi?
Non vi sentite mai sicuri della relazione e vi sentite in uno stato di precarietà e ansia costante?
Siete spesso sulla difensiva? Vi sentite incompresi e sempre ansiosi di spiegarvi e difendervi?
A qualsiasi contestazione mossa al vostro compagno/a l’argomento sarà immediatamente spostato su di voi e sulle vostre insicurezze e paure?
Non vi sentite in grado di renderlo/a felice? Ci provate in tutti i modi ma sembra non funzionare nulla?
Fate pensieri negativi e provate emozioni assurde in grado di provocare estrema frustrazione?
Vi sentite inadeguati? Non vi sentite a posto come prima della relazione?
Avete la sensazione di camminare sui gusci d’uovo e di stare attenti a controllare parole e atteggiamenti per paura di farlo allontanare?